Cercasi rivali all'altezza. Il sorriso beffardo di Marc Marquez sembra dirci questo. Nonostante gli ultimi duelli persi sul filo del rasoio, prima con Dovizioso e poi con Rins, lo spagnolo sa di avere in mano il mondiale (l'ottavo), ma soprattutto davanti a se la possibilità di frantumare qualsiasi record del Motomondiale. E non stiamo più parlando solo dei numeri di Valentino Rossi, ma anche dei nomi che fanno parte dell'Olimpo di questa disciplina. Chi riuscirà a mettersi sulla strada di MM93? 

YAMAHA - La Yamaha ci sta provando. E' quello che ci dicono i test di Misano che hanno visto ben quattro M1 nelle prime sei posizioni. Le due ufficiali oltre a quelle del Team Petronas, che hanno lavorato prettamente sull'assetto da gara. La casa di Ywata, stimolata soprattutto da Valentino, sta cercando di colmare il gap con Honda e Ducati (ma ultimamente anche con Suzuki) per tornare protagonista nella lotta al titolo iridato (tre negli ultimi dieci anni, l'ultimo nel 2015). Per questo ha presentato diverse novità tecniche per migliorare la percorrenza in curva e il grip al posteriore. Il grande enigma rimane la scelta del pilota di riferimento. Valentino ha fatto sapere che correrà anche nel 2020, ma è anche vero che l'unico a portare a casa qualche vittoria nelle ultime due stagioni è stato Vinales, vittima anche in questa stagione di alti e bassi, soprattutto in gara. Nel team satellite scalpita il giovane Quartararo, mentre Morbidelli acquista sempre più esperienza e consapevolezza.

DUCATI - La Ducati, dopo l'incidente di Silverstone in cui è rimasto coinvolto Dovizioso, ha avuto la conferma (se ma ce ne fosse stato bisogno) che anche per quest'anno il mondiale è affare di Marquez. Il Dovi tuttavia a Misano è sceso in pista per provare alcune soluzioni aerodinamiche. Petrucci e i piloti Pramac si sono concetrati sulle scelte in vista della prossima gara (si correrà a Misano tra due settimane), sperando che il 2020 possa essere davvero l'anno buono. La moto è molto competitiva già da un paio di stagioni, al netto di qualche imperfezione (che non sono mancate nemmeno alle altre). Cosa è mancato allora a Borgo Panigale? Continuità di rendimento durante tutta la stagione ma anche un pizzico di fortuna, non c'è dubbio.

HONDA - La Honda è già proiettata al futuro. Marquez si è diviso tra la RC-V 2019 con cui correrà tra due settimane e la moto prototipo che ha sperimentato con Bradl e Cal Crutchlow. In totale 168 giri e buoni tempi sul passo gara. Insomma, per il campione del mondo in carica, lo sviluppo va avanti in totale e relax e soprattutto le idee sembrano molto chiare. Pochi giri per Lorenzo, ancora alle prese con i guai fisici.

LE ALTRE - Poche novità in casa Suzuki a parte il rientro di Mir. Debutto per Fabrizio Cecchini nel ruolo di coordinatore tecnico per Aprilia. Cresce bene la nuova Ktm dopo la cura Pedrosa, finalmente in sella come tester per la casa austriaca, ma per arrivare al livello delle altre c'è ancora molto lavoro da fare.

FUTURO - Per ora dunque Marquez può dormire sonni tranquilli. La più grande preoccupazione della stagione ce l'aveva in casa, ma Lorenzo non è stato fortunato e il suo futuro ora è tutto da decifrare. I suoi rivali di sempre restano i due vecchietti italiani, Valentino e Dovi, in attesa che qualche giovane ambizioso si metta in testa di strappargli lo scettro della MotoGP.