Lo spagnolo Marc Marquez quando c'è da parlare di cadute in pista è il primo “ad alzare la mano”, eppure in questo 2019 l'alfiere Honda è riuscito a migliorarsi anche in questo.
Nelle passate edizioni del Motomondiale avevano infatti fatto discutere le 24 cadute del 2017 e le 23 del 2018, tanto che in diversi tra cui anche piloti del passato, avevano provato ad “analizzare” il sette volte iridato e il suo stile di guida senza però riuscire a trovare il bandolo della matassa.
Marquez è vero, cadeva durante le prove, ma in gara, ovvero quando contava davvero, riusciva a restare in piedi.

GESTIONE - Quest'anno, invece, sembra che questo aspetto del suo stile di guida sia cambiato, o forse non è proprio così, in quanto è lo stesso Marquez a raccontare al giornale inglese Square Mile, che in realtà il suo stile è sempre il solito ma riesce a gestire meglio gli attimi in cui la moto sembra sfuggirgli di mano.
“Anche le cadute – spiega - fanno parte del mio lavoro. Sono fatto così, cerco di spingere le cose al limite. A volte la moto non è pronta, ma io provo uguale, ed è il motivo per cui cado. Quest'anno abbiamo tutto un po' più sotto controllo. Certo, non cadi di proposito, a nessuno piace cadere, ma fa parte del lavoro.”

“NEL 2015 HO PERSO IL TITOLO” - Questa mentalità del talento di Cervera, si è evoluta negli anni in Motogp:”tre o quattro anni fa ero ancora molto legato a questa mentalità: o vinci o cadi, come nel 2015, ho perso il campionato a causa di questa mentalità: ho vinto sei gare ma sono arrivato con scarsi risultati nelle altre sei. Alla fine, cercare di vincere il titolo è il nostro obiettivo principale, quindi la costanza è l'aspetto più importante. Ora provo ancora a spingere al limite, ma non tutti i giri della gara come facevo prima ... solo qualche giro ogni volta.”