Con il volto trasfigurato. Non c'è più traccia dell'innocente sorriso a cui ci aveva abituato, sotto al podio Marc Marquez si sfila il casco e urla tutta la sua gioia, in un misto di rabbia e convizione. Poi salta sui suoi meccanici e indica "Qui, abbiamo vinto anche qui". Marc Marquez vince in trasferta, in casa di Valentino, in casa delle Ducati, dopo l'accerchiamento Yamaha del venerdì, dopo la gara, straordinaria, del giovane rookie Quartararo, che scalpita e prova a dirglielo: ora dovrai vedertela con me.

IL RE - Ma non ancora, così ha deciso il re assoluto della MotoGP moderna, 93 punti di vantaggio in classifica su Dovizioso, padrone incontrastato della pista e adesso anche di quello che accade intorno. E' il gap più elevato alla 13a gara dal 2005, quando Rossi aveva 122 punti su Biaggi ed aveva vinto il titolo proprio al 13° round (Malesia: campionato da 17 gare). Marc sta cambiando la storia di questo sport. Non basta la marea gialla di Misano, non bastano le scintille in pista con Valentino a innervosirlo. Anzi è lui stesso a dichiarare di prenderne linfa vitale: "Mi sono svegliato dopo le scintille in pole".  Parte in quinta posizione, e nonostante le condizioni diverse del tracciato rispetto a quelle che si aspettava, mette nel mirino prima Vinales, partito bene e calato alla distanza, e poi El Diablo. Marquez lo aveva capito subito, oggi a Misano l'uomo da battere era Quartararo. Così l'ha lasciato sfogare, gli è stato addosso tutta la gara, lo ha studiato, e poi con la freddezza del veterano lo ha infilato con una staccata pazzesca prima del T3 in cui era più debole, per poi contenerne il ritorno con un'abile manovra nell'ultima curva lenta, quasi a stopparne il ritorno e fargli capire: ragazzino, qui non si passa, riprovaci la prossima volta. Nulla da eccepire, un capolavoro.

RIVALI DOVE SIETE? - Chi può fermare Marc Marquez? Nessuno. Almeno in questa stagione. Potrà perdere qualche gara da qui alla fine, ma la sua marcia è stata trionfale. E di rivali all'altezza se ne vedono sempre meno tra i vecchi e intravedono tra i nuovi. Uno di questi sarà certamente Quartararo, classe, fegato e manico. Il ragazzo si farà, i paragoni scomodi sono già cominciati. E gli altri? Niente da fare per Valentino Rossi, che paga la partenza dalla settima posizione riuscendo a risalire fino al quarto posto. Ma non è un trionfo come in altre occasioni. Troppa la differenza con chi lotta per le prime posizioni, nonostante il buon passo. Finisce sul podio, alle spalle dei due protagonisti, Vinales, a cui è sembrato mancare qualcosa nella parte centrale della gara. Bel quinto posto per Morbidelli. Gara anonima per le Ducati: Dovizioso è sesto, Petrucci decimo, Pirro invece finisce fuori. Così così anche le Suzuki: Mir è ottavo, Rins invece cade poco prima di scontare una sanzione, così come Bagnaia e Crutchlow. Anche loro non finoscono la gara.