Parlare di crisi sarebbe troppo ma che Danilo Petrucci non riesca più a guidare la sua Ducati come prima della pausa estiva è un dato di fatto. Ottavo posto a Brno, nono in Austria, settimo a Silverstone e solo decimo a Misano, dove diciamocelo, poteva anche andar peggio viste le premesse.

PESO - Qual è il motivo di questa mancanza di rendimento? Le pressione di inizio stagione sono svanite, come il pensiero di intralciare i piani mondiali di Dovizioso per esempio, a luglio è arrivato anche il rinnovo con la Ducati, quando si facevano insistenti le voci di alcuni ritorni. Ma allora cosa succede? Danilo nel dopo gara ha provato a fornire una lettura interessante: "A Misano sapevamo che avremmo faticato, mentre ad Aragon la situazione sarà differente, ma bisognerà trovare una soluzione per il prossimo anno. Lavorerò per perdere del peso, ma non riesco a calare di 15 chili per andare a pari con Andrea". Petrucci pone dunque l'attenzione sul peso complessivo di moto e pilota in pista. Danilo ha una corporato importante, decisamente più ingombrante rispetto a quella di Dovizioso. Se poi la paragoniamo alla struttura del più vincente di tutti, Marquez, la differenza è ancora più evidente.

GRIP - Per Danilo il problema peso influisce sul grip della moto, in particolare su alcune piste: "Penso di essere uno dei piloti più veloci: non sono io a dirlo, ma i dati. Basta guardare i tempi delle FP3, quando c’è la pista con più grip, e spesso sono fra i primi tre. Ho fatto il record a Jerez e al Mugello, Assen e al Sachsenring. Il problema c’è quando la moto è in massima piega e non riusciamo a sfruttare le potenzialità perché va a incidere molto sulla gomma. L’ho visto anche con Pirro che in accelerazione mi andava sempre via e non capivo perché". E' un problema risolvibile da un punto di vista tecnico? A Borgo Panigale il difficile compito di trovare una soluzione.