Alla vigilia di una gara importante come quella di Buriram nella quale Marc Marquez potrebbe laurearsi campione del mondo, a parlare è il “braccio destro” del numero 93, Santi Hernandez, il capotecnico che è stato con lui fin dalla Moto2 per poi proseguire, sempre al suo fianco, in motogp.
Hernandez, in un'intervista al giornale spagnolo motosan.es, ha parlato del sua carriera e del suo rapporto con Marc Marquez dicendo che lo spagnolo “ha gli stessi problemi degli altri piloti Honda, ma al contrario di loro sa come affrontarli.”

GLI INIZI - “Nel 2009 mi è stato offerto di lavorare con Sete Gibernau in MotoGP, – racconta Hernandez - in quel momento è iniziata la famosa avventura con il team Nieto e il budget fantasma del gruppo Francisco Hernando. A causa della mancanza di soldi, siamo stati licenziati durante la stagione e ho perso il lavoro. Ho portato il mio curriculum a destra e sinistra fino a quando non mi hanno chiamato dal team Forward Moto2 con Jules Cluzel .” Da qui, per Santi, è iniziata quella che sarebbe stata la sua lunga avventura, che va avanti tutt'oggi, con Marc Marquez.
In realtà, il rapporto con il team Cluzel si esaurì velocemente e ad Hernandez venne chiesto da parte di Emilio Alzamora, il manager di Marquez, di essere il suo capotecnico per la stagione successiva che il pilota spagnolo avrebbe disputato in Moto2.
“È stata una grande opportunità per me. - prosegue - Non conoscevo Marc, ma il suo talento era più che ovvio.”

IL RAPPORTO CON MARQUEZ - Così, Marquez ed Hernandez sono cresciuti insieme e la complicità è stata la chiave dei tanti successi ottenuti:”nel 2011 era un ragazzo, - prosegue - oggi è un uomo. Ha acquisito esperienza e comprende meglio cosa sta succedendo intorno a lui, non solo nel box. La sua personalità rimane la stessa, ma la sua passione è forte come il suo gusto per il lavoro e la formazione. Marc investe il 200% in ogni gara. Ora è semplicemente meno innocente di dieci anni fa. Per Marc, lo spirito della squadra è qualcosa di molto importante.”
Hernandez, crede che il merito delle tante vittorie, non sia soltanto quello del team, ma è soprattutto Marquez a dire la sua:”è più facile ottenere risultati quando si lavora per il miglior pilota del mondo. Marc non si arrabbia mai, ma se lo fa non incolpa mai la squadra. E quando affrontiamo problemi, è il primo a mantenere la calma.”

LE CRITICHE - Infine, Hernandez parla delle varie polemiche che ci sono state durante la stagione relative alla RC213V che nel caso di Jorge Lorenzo e Cal Crutchlow è stata additata come una moto molto difficile da guidare:”Marc si lamenta degli stessi problemi degli altri piloti Honda, - conclude - la differenza è che sa come affrontarli. Questa è la sua grande forza. Non capisco perché tutti ripetano ancora e ancora che è l'unico a ottenere risultati. Anche in Yamaha c'è un solo pilota veloce: Fabio Quartararo. Marc è il miglior pilota Honda semplicemente perché attualmente è il miglior pilota della MotoGP.”