Un predestinato. Campione europeo con le moto “mini” e tra i protagonisti del CEV prima di esordire nel mondiale, Francesco “Pecco” Bagnaia aveva già fatto vedere buone cose nei quattro anni di Moto3 iridata, con due vittorie e quattro podi.
Lo scorso anno, il 21enne nato a Torino ha fatto il suo debutto nella “classe di mezzo”, la Moto2, dimostrando sin dall’inizio di avere un gran talento e un ottimo feeling con la Kalex dello SKY Racing Team: a fine stagione, chiude con quattro podi e altri cinque piazzamenti da top five. Numeri che fanno “drizzare le orecchie” ai vertici Ducati, che decidono di fargli firmare un contratto per la MotoGP per il 2019.

STAGIONE IMPORTANTE - Un periodo da sogno, per Bagnaia, che arriva in Qatar per la prima gara della stagione Moto2, la sua ultima, che vuol far diventare quella “perfetta”. Vantaggi? La sicurezza di un futuro nella classe regina, con un buon contratto, e l’esperienza di un anno sulla stessa moto e con lo stesso team, lo SKY Racing VR46. Risultato? Una gara comandata dalla prima all’ultima curva (non gli era mai successo prima) e la prima vittoria in carriera nella Moto2. 

FEELING E FUTURO - “Quando ho sentito l’inno sul podio mi sono emozionato - dice Pecco - perché ho ripensato a tutto il lavoro fatto quest’inverno, alle ore passate in palestra e all’aiuto di tutte le persone che ho avuto accanto. E’ una sensazione bellissima. La sfida con il “Balda”? Sembrava di essere davanti alla Playstation sul divano di casa… visto che siamo coinquilini. E’ bellissimo iniziare così anche se è stata una gara lunghissima: sono partito bene, a differenza di quasi tutte le gare del 2017 e mi sono ritrovato primo sin dall’inizio. Non è stato facile controllare la situazione e mantenere la concentrazione ma alla fine è andata bene. Cos’è cambiato? Il feeling con la moto e il team è aumentato e questo è l’aspetto più importante. Poi, il fatto di avere tutto già pronto per il 2019 ha aiutato molto perché corro con la testa sgombra”.