"Appena sono caduto ho pensato di essermi fatto tanto male alla caviglia, ma poi il dolore è calato notevolmente e subito mi sono tranquillizzato", spiega Tony Arbolino dopo la caduta in Germania."Ero molto dispiaciuto perché ero lì davanti ma allo stesso tempo ero anche consapevole del fatto di aver fatto 19 giri tra la quarta e la quinta posizione, con un gap di 8 secondi dal secondo gruppo”.

Il pilota della scuderia di Paolo Simoncelli ha poi visto infrangere il sogno di un grande risultato tra il cordolo della curva 2 e l’erba, tradito dalla perdita del posteriore a meno otto giri dalla fine. Una prima parte di stagione, quella dell’esordio in Moto3, nella quale Arbolino è stato il nome nuovo della classe leggera per il motociclismo italiano.

“La gomma scivolava tanto, ho forzato un po’ troppo e ho fatto un brutto highside", spiega Arbolino in un'intervista a MotoGP.com. "Fin da inizio gara avevo il posteriore molto stressato, con la media non sarei arrivati fino alla fine, con l'asfalto nuovo la gomma si consumava molto velocemente e, quindi, siamo stati costretti a scegliere la mescola dura per essere sicuri di riuscire a terminare i 27 lunghissimi giri di gara”.

IL TEAM - Al di là del risultato, la prestazione è incoraggiante. Lo dice anche il team.

“Giunto al box ero da solo, perché con la divisione del paddock tutta la squadra e il mio manager erano nel Paddock 1 dall'altra parte della pista", racconta Arbolino. "Ero sconfortato ma non appena sono arrivati tutti mi hanno detto che avevo fatto una gran  bella gara e che mi servirà come esperienza”.

BILANCI - "A questa prima parte di stagione darei un bel 7 più; alcune volte ho perso molto tempo in cose che avrei potuto fare più velocemente e sarei potuto essere più aggressivo in gara per lottare con il gruppo”, dice Arbolino, che benché giovane è piuttosto critico con se stesso.

Per il giovane di Garbagnate Milanese viene difficile anche fare un bilancio aspettative/risultati. Perché di aspettative dichiara di non averne avute. "Non mi aspettavo nulla, sono arrivato al mondiale con la testa più libera possibile allenandomi e facendo tante cose che mi hanno e mi stanno aiutando. Per esempio lo scorso weekend in Germania mi è venuto tutto naturale e questo deriva dall'impegno che ho messo negli allenamenti fatti da inizio 2017 ad oggi”.

IL FUTURO - "Bisogna sempre migliorarsi, sicuramente vorrei essere più aggressivo nei primi giri di gara proprio come è successo in Germania; partendo così avanti certi problemi vanno quasi a scomparire; quindi bisogna lavorare fin dal primo turno del venerdì per poter fare delle buone qualifiche e partire il più avanti possibile”, dichiara Tony Arbolino che tra le sue piste preferite per la restante parte della stagione annovera Misano e Aragona. 

L'obiettivo del rookie è quello del podio da conquistare in questa stagione.

“Si, il mio obbiettivo è sempre quello. Ma preferirei non ripetere la parola per scaramanzia...”, conclude Arbolino, confermandosi un vero pilota anche per quanto riguarda la superstizione.