SALTA – Non c’è un attimo di respiro per i piloti impegnati nella Dakar. Dopo il giorno di riposo di sabato il susseguirsi di tappe terribili è stato incessante. L’allucinante esperienza della tappa marathon boliviana, 400 chilometri di fesh fesh e pietre ieri, oggi le Ande da valicare e per le moto la prima metà di una nuova tappa marathon. Tanti chilometri, escursioni termiche terribili prima di affrontare la prova speciale, partita da Salinas Grandes a 3600 metri di altitudine. 371 chilometri per le moto, dirette al bivacco di Cachi dopo un ultimo “gran premio della montagna” a sfiorare i 5000 metri. Auto e camion, invece, sono arrivate a Salta, capoluogo dell’omonima provincia, dove per i meccanici moto sarà una giornata di riposo. Nessuno scossone particolare in classifica, con i primi piloti arrivati assieme al traguardo. La giornata è stata vinta da Joan Barreda, ma il capoclassifica Marc Coma ha controllato la situazione terminando di poco alle sue spalle, ma soprattutto guadagnando due minuti sul più diretto inseguitore, il portoghese Paulo Goncalves, solo quinto al traguardo. Terzo posto per Ruben Faria e quarto per il sempre più concreto Toby Price, i due preziosi alleati di Coma nella sua rincorsa al quinto titolo. Ottima giornata oggi per Paolo Ceci, 17° al traguardo e 14° in generale. Domani la seconda metà della tappa marathon riunirà le varie categorie a Termas de Rio Hondo, dopo una tappa di 523 chilometri. Due prove speciali scandiranno l’impegno dei piloti, con rispettivamente 157 e 141 chilometri da percorrere.

Edoardo Bauer