Il pilota del Team Trial Junior FMI  Marco Fioletti si è laureato Campione del Mondo Trial 125 cc siglando una strepitosa doppietta a Steppingstone Ranch, negli Stati Uniti, settimo dei nove round in calendario. Fioletti (nella foto con Andrea Buschi) ha vinto così il titolo  con due gare di anticipo, surclassando il pilota francese Maxime Varin, l’unico a contendergli il titolo. Marco, nato a Como il 4 aprile del 1997, è cresciuto sportivamente tra le fila del Moto Club Lazzate, che ne ha curato le fasi iniziali della carriera. Pratico trial da quando avevo 4 anni”, ha detto Marco. “La passione mi è stata trasmessa da mio papà, grande appassionato delle due ruote e in particolare del trial. Quando vado in moto mi sento veramente bene, libero e distaccato dai pensieri quotidiani che mi tengono costantemente impegnato". La carriera di Marco è rapida: a fine 2012, viene inserito tra i talenti che la FMI supporta nell’offroad con il Progetto Giovani, con il quale si lavora oltre che sulla tecnica anche sulla preparazione fisica dei piloti. L’anno dopo c’è già l’esordio nel mondiale, che Marco concluderà nella top ten. Nel 2014 il titolo viene solo sfiorato, anche se è quello europeo. Il potenziale di Marco è chiaro, e si sceglie di farlo correre nella competizione continentale perché ha buone possibilità di vittoria. Fioletti arriverà 2°, un buon risultato considerando che il pilota FMI in quell’anno era l’unico a gareggiare con un 125. L’attesa per la prima vittoria però dura poco. Il 2015 è l’anno di Marco, che conquista il titolo mondiale nella classe 125 cc, primo italiano a riuscirci. Un titolo meritato e ottenuto con 12 vittorie finali e due giornate d’anticipo. Andrea Buschi, direttore tecnico Trial che ha voluto Fioletti nelle file del Team Trial Junior FMI, e che lo segue tutt’ora anche come minder, così ha detto: “Uno dei punti di forza di Marco è sicuramente la determinazione mentale, mentre a livello fisico si è sempre distino per una grande flessibilità, molto utile nel Trial. Dal punto di vista tecnico Marco ha dimostrato una buona sensibilità di guida, mentre deve migliorare nella capacità di far correre la moto su ostacoli in sequenza. Chiaramente questo titolo è un punto di partenza, Marco deve ancora lavorare molto, ma posso dire che sono davvero soddisfatto. È stata una mia scelta quella di inserirlo nel progetto giovani 3 anni fa, lo seguo in gara e sento che questo titolo è stato anche la realizzazione di un sogno. Da pilota sognavo di poter diventare campione, ma mi sono reso conto di non averne i numeri, a differenza di Marco. Per cui ho deciso di perseguire questo obiettivo seguendo un giovane, e il risultato ci ripaga del lavoro svolto”. “Sono molto soddisfatto di questo risultato e spero che possa dare un’iniezione di fiducia all’ambiente” ha aggiunto Fabio Larceri, vicepresidente FMI e presidente del Settore Tecnico FMI. "Il Trial ha bisogno di ragazzi che si avvicinano alla disciplina. Bisogna poi non dimenticare che la passione e il talento non bastano se non uniti ad un lavoro costante, cosa che Marco, con l’aiuto di Andrea, ha dimostrato”.