Questo weekend al Ciocco, in Toscamna, si è disputata la consueta sfida che apre la stagione dell'enduro nazionale: l'Hell’s Gate Metzeler, evento organizzato da Fabio Fasola. La prima fila sulla griglia di partenza è sontuosa: Wade Young, un giovane sudafricano, 21 anni soltanto, che è venuto dall’altro emisfero a sfidare l'estremo. E poi: Mario Roman, il forte endurista spagnolo, secondo lo scorso anno a Hell’s Gate Metzeler, che ha scoperto solo di recente la passione per il super Enduro. Lars Enockl, l’austriaco tester KTM e terzo lo scorso anno, che conosce a fondo le tracce di perversione del Ciocco. Diego Nicoletti, ovvero la sfida italiana all’egemonia straniera che ha dominato i dodici precedenti episodi dell’estremo inventato da Fasola. Il via in formato GP è come sempre spettacolare, e non privo di sorprese. Se da una parte Young riesce a sfruttare al meglio la posizione e si invola all’esterno della “muta” dei trenta finalisti, Graham Jarvis, partito dalla seconda fila con il quinto tempo della gara Eliminatoria, resta fermo con la moto spenta. Finalmente l’inglese prende il via, ma la gara del recordman di Hell’s Gate Metzeler con quattro vittorie sembra segnata. Hall’s Gate Metzeler 2016 si avvia sull’anello esterno del compatto circuito del Ciocco, ma l’attenzione del pubblico è polarizzata dall’Arena, soprattutto dal tracciato infernale disegnato da Fasola e dal mago dell’Indoor, Armando Dazi. I trenta finalisti di Hell’s Gate Metzeler stanno per accorgersi cosa li aspetta. Dopo neanche dieci minuti un pilota passa sull’ostacolo Airoh, poi sul “panettone” Metzeler e sulla pietraia Evo+. Ben presto gli spettatori si rendono conto che non si tratta di un “clandestino”, ma di Wade Young, che ha già completato il primo giro di Hell’s Gate Metzeler 2016. Il ritmo sull'anello esterno, dunque, è elevatissimo, davvero infernale. Ma l’Arena è massacrante. La prova è durissima, e viene da chiedersi se Fasola non abbia esagerato. L’Enduro Estremo, tuttavia, non è un gioco di compromessi, ma la ricerca di un limite che si sposta sempre più avanti. Al Ciocco Hell’s Gate Metzeler rivela il nuovo volto dell’Estremo, un misto micidiale di naturale e di indoor, con un coefficiente di spettacolo e di impegno sconosciuto all’Enduro. E anche all’Estremo. Wade Young vola leggero, gli ostacoli di Hell’s Gate Metzeler non sembrano infastidirlo. Dietro al sudafricano, Mario Roman cerca di recuperare lo svantaggio forzando il ritmo, ma l’azione dello spagnolo non produce i frutti desiderati. Efficacissimo in uno stile dall’efficacia collaudata, invece, Graham Jarvis si riprende e, superato Roman al terzo giro, si lancia a caccia di Young. Allo scadere della prima ora di gara gli ultimi dieci piloti sono eliminati, è la nuova regola di Hell’s Gate Metzeler, e allo scadere della seconda altri dieci sono “out”. Non per tutti è un dispiacere, per nessuno una sconfitta. Onore all’impegno infernale di Hell’s Gate Metzeler, e alla sua nuova formula che si rivela geniale. Altri ostacoli si aprono, l’Arena diventa il videogioco, ma reale, dell’Estremo. Ancora mezz’ora di… purgatorio, e alle 18:30, due ore e mezza dall’inizio, quattro Piloti soltanto affrontano il “girone” finale, tutto dentro l’Arena. Fasola in persona apre l’ultimo ostacolo, la salita che eredita il ruolo che per dodici anni è stato dell’Hell’s Peak. Il pubblico si accalca sulle fasi finali, sempre più concitate. La tensione sale. Wade Young oltrepassa il “Gate” e si conferma imbattibile anche nell’indiavolato carosello finale, Graham Jarvis stremato conquista il secondo posto, Mario Roman si inchina agli avversari ma a sua volta conferma la propria bravura con un risultato eccellente. Diego Nicoletti, il “vendicatore” italiano, scatena l’entusiasmo del pubblico, dei diecimila che hanno scandito tutte le fasi dello spettacolare, avvincente, indimenticabile primo viaggio al centro dell’Enduro della nuova era. Hell’s Gate Metzeler 2016: 1. Wade Young, ZA, Sherco; 2. Graham Jarvis, GB, Husqvarna; 3. Mario Roman, SP, Husqvarna; 4. Diego Nicoletti, ITA, Beta.