Una folla oceanica si è radunata a Campogalliano, ieri, per l'ultimo saluto a Kevin Ferrari, il freestyler che è mancato in un incidente durante un backflip a Montecarlo. In tanti hanno voluto ricordare il 24enne reggiano: era gremita di amici la chiesa di Sant’Orsola, in piazza Vittorio Emanuele II a Campogalliano. In tanti sono arrivati in moto. E anziché un minuto di silenzio, c'è stato un minuto in cui hanno rombato solo i motori. Anche Roberto Parodi, il giornalista conduttore della trasmissione Born to Ride, ha accolto la notizia con grande tristezza. "Kevin aveva fatto parte di Born To Ride, nell'ultima serie, con una rubrica tutta sua (Born to Jump)", dice Parodi. "Io lo ricorderò sempre come un ragazzo simpatico, aperto e sincero, felice di fare un lavoro che lo appassionava e che faceva ai massimi livelli. Keep on running, Kevin!" Qui una puntata di Born to Jump dove Kevin Ferrari racconta le sue emozioni durante il backflip. Innumerevoli le testimonianze sulla pagina Facebook di Kevin. Ne abbiamo scelta qualcuna: "Ciao primo fidanzatino dell'asilo! Ricorderò sempre i tuoi occhi buoni, i tuoi modi gentili e quando quel giorno durante le prove della recita di Natale mi hai difeso da un bambino che mi stava picchiando... Avevi già un cuore grande!" scrive Chiara Resmini. "Oggi queste persone saranno spente, ma il messaggio implicito di questo ritrovo è che in realtà tutti questi cuori li hai accesi con la carica e la fierezza con cui hai coltivato una passione, rendendo altrettanto orgogliosi i tuoi compaesani. Oggi farai il tuo ultimo spettacolo, attraverso noi, il tuo più grande exploit della vita", scrive Francesca Bilotta. "Ehi Kevin, hai visto che hai combinato? C'era tanta gente e tantissimo rumore come desideravi tu... sei stato un grande... adesso riposati un po'... e poi torna a spaccare tutto come solo tu sai fare", scrive Silvia Panciroli. "'Questa volta hai saltato talmente in alto che gli angeli ti hanno voluto tenere con loro... Durante i tuoi blackflip sposta le nuvole e ti accorgerai che tutti noi saremo lì a guardarti e salutarti", scrive Martina Pelati.

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