Chi sono i tre membri del neonato team italiano che volerà in Nuova Zelanda? Com’è nata la loro passione per la moto e quali sono state le loro esperienze fuoristradistiche, prima di approdare al GS Trophy? Abbiamo chiesto ad ognuno loro di di raccontarci come ha vissuto i giorni della selezione e cosa si aspetta dall’avventura dall’altra parte del mondo. 

FEDERICO DE ANGELIS, anno di nascita 1977, nella vita fa l’agente di commercio nel settore elettrodomestici. L’amore per i motori lo eredita dal padre, da sempre appassionato di moto e auto. Federico si dedica all’enduro da quando ha acquistato la sua prima moto, a 18 anni, con i soldi del compleanno: niente festeggiamenti, tutti investiti per acquistare il mezzo, benzina e ruote tassellate, e da quel giorno non ha mai smesso di praticare questo sport fantastico, continuando a “bruciare” gomme ed energie sulle sue mulattiere. «I due giorni alle selezioni sono stati bellissimi ed emozionanti – racconta Federico. – Ciò che mi ha più colpito è stato lo spirito di gruppo. La squadra in ogni step della selezione veniva ricomposta e riassortita, ma da subito era pronta alla nuova sfida con il coinvolgimento di tutti, senza competizione interna, con l’obiettivo di fare il meglio per superare la prova insieme. L’avventura in Nuova Zelanda sarà l’esperienza più bella che mi sarà mai capitata a livello motociclistico. Mi aspetto tanto divertimento e tanta fatica e di conoscere persone di tutto il mondo con la stessa mia passione. Ma con la mia squadra sono sicuro che faremo di tutto per essere i migliori e soprattutto i più simpatici. Comunque, una bellissima esperienza di vita. Tifate per noi!».

ALBERTO BALLARDIN, classe 1991, di professione fa l’operatore macchine CNC. Anche per lui la passione per le moto arriva direttamente dal papà, che ha sempre corso gare di regolarità e di enduro. Da piccolo amava andare in garage a vedere la sua moto e spesso la trovava completamente smontata, in piena fase di manutenzione, con i tutti pezzi sparsi. Ha iniziato a divertirsi nel fuoristrada nel 2005, quando a 14 anni gli è stata regalata la prima moto, un HM 50 da enduro. Da quel momento in poi non ha mai smesso di correre. Successivamente è passato al cross con una 125 e poi al motorally con una bicilindrica. Nel 2017 e nel 2018 ha partecipato al Campionato Italiano Motorally, mentre quest’anno ha corso all’Hellas Rally in Grecia, la sua prima gara a livello europeo. «Per quanto riguarda le selezioni ero molto teso e preoccupato – confessa Alberto – perché nessuno sapeva in cosa consistessero le sfide che avremmo dovuto affrontare. Le prove erano impegnative, sia dal punto di vista fisico che tecnico. Per esempio, l’otto o la gara di lentezza in salita potrebbero sembrare banali, ma bastava veramente un attimo per far spegnere la moto e prendere penalità. Mi aspetto che il GS Trophy sia un’esperienza indimenticabile. Per me poter rappresentare l’Italia è già un privilegio. La Nuova Zelanda è da sempre un Paese che mi affascina per la sua natura selvaggia e l’idea di poterlo vivere in moto mi entusiasma molto. Inoltre, gareggiare in squadra mi darà l’opportunità di imparare qualcosa dagli altri, oltre che a conoscere meglio me stesso. Non vedo l’ora di partire e grazie al tifo ricevuto dagli amici sono carico come una molla e pronto a dare il massimo».

MICHELE PRADELLI, anno di nascita 1980, nella vita fa il direttore di banca. Come per gli altri due, anche lui ha iniziato seguendo il papà, appassionato di trial, che lo portava spesso a girare con lui e i suoi amici. Ad andare in moto ha iniziato prestissimo, verso i 6 anni, ma con le gare, molto più tardi, a 18 anni, vincendo due campionati italiani di trial, e partecipando ad alcune gare internazionali. Sempre con la moto da trial ha ottenuto due Guinness world record, tra cui il salto da fermo con la moto più lungo del mondo. Nel 2013 ha vinto un terzo campionato italiano e ha deciso di cambiare specialità, dedicandosi all’enduro estremo. Arriva così la partecipazione all’Erzberg Rodeo e al campionato italiano Motorally, con ottimi risultati e piazzamenti. «È da tre anni – ci confessa Michele – che attendo di poter provare ad entrare nella squadra BMW per il GS Trophy, dopo che un mio amico ne ha fatto parte nel 2016 e mi ha appassionato a questo grande evento internazionale. Fin da piccolo ho amato tutte le manifestazioni relative ai viaggi/avventura, prima tra tutte il Camel Trophy, che seguivo con mio padre in TV. Fin dall’arrivo al castello di Rivalta è stato un crescendo di emozioni e bellissime esperienze.... l’avventura, penso che uno ce l’abbia nel DNA e io mi sono gustato ognuna delle prove. Adesso mi sto informando sulla Nuova Zelanda, un posto incredibile con una natura ancora selvaggia dove sarà fantastico andare a sfidare gli altri equipaggi internazionali. Lo spirito di questa competizione in questo caso non sarà solo agonistico ma anche di fratellanza, per condividere un viaggio tra persone che amano l’avventura, le moto e il marchio BMW! Sono carico a mille».