Erica Lago è pronta per una stagione particolarmente impegnativa: correrà infatti nel campionato mondiale e nell’italiano di motocross. La ventottenne pilota padovana rientra nel circus iridato dopo un anno difficile nella serie tricolore ed ha approntato tutto meticolosamente. Compresa quella che si potrebbe definire un’arma segreta: a curare la sua preparazione in sella è Franco Perfini, campione di cross tra gli anni Settanta e Ottanta che ora dirige una scuola per l’allenamento e la scoperta dei talenti: la frequentò persino David Philippaerts nel 2008, l’anno in cui l’italiano (di padre belga) vinse il Mondiale cross MX1.

La squadra - Nicola Dal Santo si occuperà invece della preparazione atletica. La moto dovrebbe essere una Honda CRF 250 della RedMoto, distributore ufficiale per l’Italia delle moto da fuoristrada della Casa di Tokyo. Siccome l’accordo è stato raggiunto proprio a un soffio dall’inizio dei campionati e la messa a punto di una moto da corsa richiede un po’ di tempo, però, Erica Lago farà le prime gare con la Suzuki RM-Z 250 dello scorso anno.

La crossista padovana è seguita anche da Italo Forni, lui pure ex campione di cross, fautore degli accordi con la RedMoto e con la Termignoni, dalla quale arriveranno gli scarichi speciali. Perché il Mondiale non sarà una passeggiata e bisognerà lavorare anche sul motore.

Erica resta pilota privato e dunque la sua squadra non sarà faraonica ma la struttura è collaudata.

«È la stessa struttura dell’anno scorso – spiega –. Il mio camion con hospitality, mio papà Adriano che mi dà una mano nella pit lane e un meccanico che fa le segnalazioni e mette a punto la moto secondo le indicazioni di mio papà».

Particolare curioso, Erica è molto vicina all’Assism (Associazione Sclerosi Multipla), corre con i suoi simboli sulla moto e sul braccio ha tatuato “Never give up”, motto della stessa associazione, della quale peraltro Italo Forni è presidente e la RedMoto sostenitrice.

Troppo forte per il femminile - La prima gara però non sarà con la Honda ma con la Suzuki dell’anno scorso.

"Sarà questa domenica e il tempo stringe ma non è una prova di campionato: è una cosa in più che faccio con l’aiuto del Team Striker per farmi conoscere maggiormente in loco. Paradossalmente sono più nota nelle altre regioni che non nella mia, il Veneto. È una gara CSEN, un’organizzazione analoga alla UISP, e si correrà a Grantorto, a un quarto d’ora da casa mia. Ci saranno le categorie maschili e femminile e avrei voluto fare entrambe per allenarmi maggiormente, ma il regolamento non lo permette. Però non sarò con le altre ragazze: “Sei troppo forte per il femminile – mi hanno detto – quindi corri con i ragazzi”. L’ho preso come un complimento".

Correre in mezzo agli uomini è una difficoltà in più, per una ragazza.

"I primi tempi non riuscivo a ribattere, se un ragazzo mi attaccava mi spostavo e non cercavo di stargli dietro. Adesso è diverso, se ci provano li chiudo, e li ripasso. È molto più bello correre con i maschi che non contro le femmine, però è più pericoloso perché un maschio che ti vede davanti piuttosto non frena e ti centra più volentieri. Se ti butta giù… ti rialzi e riparti".

Erica, del resto, dichiara di non risparmiarsi nelle risposte.

"Mi comporto nello stesso modo. Anche peggio. Maschio o femmina per me non cambia, in moto. Se devo entrare, entro".

Gli obiettivi - Su questa stagione Erica punta molto, e si è data degli obiettivi.

"Sono molto più preparata degli anni scorsi. C’è anche più pressione, ma con Perfini mi sento tranquilla. L’obiettivo è entrare nelle prime 20 del Mondiale, cioè andare sempre a punti, ed essere tra le prime 5 dell’Italiano. C’è chi dice che potrei andare oltre ma io mi accontenterei…".