Antonio Cairoli mostra l’orgoglio che può e deve legittimamente sfoggiare, dopo una stagione come quella del nono Mondiale. E dopo essere riemerso, mettendosi alle spalle i guai delle ultime due stagioni. Ha faticato, lavorato. E dopo aver messo al sicuro il risultato, parla da campione. Non si nasconde, dice quello che pensa.  
 
«Quest’anno certo non partivo come favorito, anzi tanti dicevano che non avrei più vinto, perché comincio a essere vecchio. Questa vittoria è anche per loro. Le parole degli scettici non hanno fatto che motivarci ancora di più. Io e la mia squadra. Per me contava soltanto che KTM e la mia squadra credessero in me, e abbiamo lavorato come non mai, tutti assieme, per tornare a vincere».  

Che bilancio si può fare? 
«E’ stata la mia prima stagione intera con la 450, e siamo crsciuti molto: sono molto contento per la maniera in cui abbiamo sviluppato la moto. Questa è stata una delle mie migliori annate. Dopo circa 15 anni di Gran Premi sono molto orgoglioso e sono convinto che possiamo ancora progredire. Non si vince un Mondiale soltanto perché sei fortunato: vinci soltanto se lo meriti. Una stagione di motocross non è affatto semplice, anzi, è molto difficile essere regolari; ma essere consistenti è proprio quello che conta, ed è quello che paga in ottica campionato».  

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