Sulla pista di casa, ad Assen, nel penultimo round in calendario, Jeffrey Herlings ha vinto sulla sua KTM 450 SX-F il mondiale di Motocross MXGP. È stata una stagione memorabile, in cui Herlings ha trionfato in 16 dei 19 GP fin qui disputati, cogliendo il suo quarto titolo mondiale, ma  il primo per lui in MXGP (e il settimo per KTM).

L’asso olandese è solo il terzo pilota nella storia ad aver conquistato i titoli mondiali sia MX2 che MXGP e vincere il suo primo titolo MXGP nella gara di casa è stato un momento emotivamente molto intenso per ‘The Bullet’. Uno dei due soli piloti ad essere riusciti a battere Herlings in questa stagione è Il suo compagno di squadra Tony Cairoli. 

“DIFFICILE RIMANERE CONCENTRATO” - “Questo è un giorno fantastico e sono grato di averlo vissuto. Tutti mi avevano detto di godermi il momento, ma io l’ho semplicemente attraversato!”, ha dichiarato Jeffrey Herlings. “Realizzare questo risultato davanti al mio pubblico di casa sul circuito di Assen è stato incredibile: è una giornata speciale ed è stato bellissimo vincerla così. Sono stato in testa per la maggior parte della prima manche, poi tra le due frazioni di gara è stato difficile restare concentrato: con tutti gli amici, i parenti e gli sponsor che volevano farmi le congratulazioni, non potevo fare la mia normale routine di gara!

“In Gara 2 mentre cercavo di superare Glenn Coldenhoff sono caduto e sono dovuto ripartire dalla decima posizione e darmi da fare per tornare davanti. Ci sono riuscito, poi ho mantenuto un piccolo margine su Tony.

“È stata una giornata grandiosa di un anno davvero speciale: doppietta e titolo davanti al mio pubblico, c’è da aggiungere qualcosa? Voglio dedicare questo successo al Team Red Bull KTM: abbiamo lavorato insieme fin dall’inizio, per cui ringrazio di cuore tutta la squadra e i ragazzi a Mattighofen”, conclude Herlings. 

UNA LOTTA A DUE - Nella MXGP la battaglia si è ristretta fin dall’inizio della stagione ai soli Jefrey Herlings e Tony Cairoli, con Herlings sul podio in ciascuna delle tappe fin qui disputate. È stata un’avventura incredibile per l’asso olandese, soprattutto quando a metà stagione, dopo aver rimediato in allenamento una frattura della clavicola che lo aveva costretto a saltare una tappa, è rientrato per dominare letteralmente la seconda metà della stagione, arrivando a collezionare 14 doppiette.

Il ventiquattrenne olandese in tutta la stagione ha fatto peggio del secondo posto in una sola manche, vincendone 31 delle 36 in cui è sceso in pista e ha matematicamente conquistato il titolo dopo Gara 1 di Assen. KTM ha inoltre dominato tutte le 38 manche fin qui disputate, tranne una.