Il 31 dicembre è partita da Monaco la decima edizione dell’Africa Eco Race, il rally raid che si svolge ogni anno in Africa, su quelle che furono le rotte della Parigi-Dakar.

Qui piloti blasonati come Franco Picco, Paolo Ceci – fresco vincitore del Sahara Rally e Simone Agazzi - il miglior italiano alla Dakar 2017 - sono partiti puntando la bussola verso Dakar.

Fin dalla prima tappa il leader della classifica è il nostro Paolo Ceci.

Day 8, 10 gennaio – Chami/Amodjar – km 438,91

L’ottava giornata dell’Africa Eco Race vede la vittoria di Luis Mihuel Anjos Oliveira: il pilota della Yamaha prevale per 6’24’’ sul nostro Paolo Ceci. Ottimo terzo posto per Simone Agazzi, anche se a oltre mezz’ora da Anjos Oliveira. Problemi per Franco Picco, che si è classificato ventiduesimo, a 4 ore e 50 dal vincitore della speciale. 

In classifica generale Paolo Ceci è saldamente al comando con un vantaggio di 52’51’’ su Anjos Oliveira.

Concentrazione e determinazione - “Due terzi dell’Africa Eco Race 2018 sono andati, mancano ancora alcune tappe molto impegnative fra cui quella di domani che a detta dell’organizzazione sarà la più dura”, annuncia Paolo Ceci dal suo profilo social con riferimento alla tappa in svolgimento oggi.
“Quest’anno il livello di difficoltà della competizione si è alzato notevolmente e si può percepire dall’elevato numero di ritirati e di equipaggi con penalità.
“Io tengo duro e cerco insieme agli amici di tenere alto il morale al bivacco ridendo e scherzando.
“Sono fatto così e un po’ di spirito mi serve per stemperare la tensione ma una volta allacciato il casco concentrazione e determinazione sono la mia prima priorità. Testa e gas!” conclude Paolo Ceci.

La classifica generale - Alle spalle di Paolo Ceci e Anjos Oliveira sul podio virtuale c’è Martin Benko, che però a un ritardo di oltre quattro ore, il che consente ai due leader una certa tranquillità nella lotta per la vittoria del rally. Franco Picco è precipitato in tredicesima posizione, mentre Simone Agazzi è ventunesimo nella generale davanti a Paolo Caprioni.