L’edizione numero 40 della Dakar va in archivio dopo 14 tappe e quasi 9.000 km ancora una volta – la diciassettesima consecutiva – sigla la vittoria di una KTM. Questa volta a portare la moto di Mattighöfen sul gradino più alto del podio è stato proprio un pilota “di casa”: l’austriaco Matthias Walkner, che dopo aver accumulato un forte vantaggio nelle ultime tappe, ha gestito in modo intelligente le ultime fasi. Nell’ultima tappa ha concluso addirittura ottavo, ma confermandosi vittorioso con 16’53’’ su Kevin Benavides e 23’01’’ su Toby Price. Alle loro spalle di sono piazzati Antoine Meo (KTM) a 47’28’’ e Farres Guell (KTM) a 1.01’04’’.

Lo strapotere KTM è assoluto: basti pensare che da quando la Dakar si svolge in Sud America, ovvero dal 2009, la vittoria è sempre andata nelle mani della Casa Orange.

La gara più dura - “È incredibile, non riesco a descrivere come ci si sente”, dice Matthias Walkner dopo aver tagliato il traguardo. “La Dakar di quest'anno è stata molto difficile, forse si tratta della gara più dura della mia carriera. La navigazione è stata complicata praticamente gni giorno. All'inizio della gara tutti i migliori erano vicini tra loro, con pochi minuti di distacco tra noi. Io ho cercato di continuare a fare bene ogni giorno, senza commettere errori.

"Eravamo tutti molto vicini fino a quando ho conquistato la vittoria nella speciale. Dopodiché ho mirato a finire ogni giornata in sicurezza per arrivare alla fine della Dakar senza perdere il vantaggio. Fortunatamente la strategia ha funzionato e ora che ho vinto mi sembra irreale. Grazie alla mia squadra e a tutti quelli che mi hanno supportato. Ce l'abbiamo fatta!»

L'impresa di Laia - Dodicesima posizione assoluta per la pluricampionessa di off road Laia Sanz. “Sono felicissima di essere arrivata al traguardo e sono contenta della mia posizione. È stato una rally davvero duro: ho avuto due grossi incidenti che per fortuna non hanno causato troppi danni né a me né alla moto. Sono esausta ma ora mi sento bene perché sono riuscita ad arrivare al traguardo”, ha detto la spagnola.

Gli italiani - Dopo il ritiro di Alessandro Botturi, il primo degli italiani è Jacopo Cerutti su Husqvarna, che ha chiuso in 20ª posizione riscattando il ritiro dello scorso anno a causa di un infortunio. Poco più indietro il rookie Maurizio Gerini su Husqvarna, al 22º posto. Trentunesima posizione per Alessandro Ruoso su KTM, cinquantaduesimo Fausto Vignola su Husqvarna, settantunesimo Livio Metelli su KTM.