Con i suoi 6500 chilometri di cui 4500 di prove speciali, la partenza in terra europea, le tappe sulla sabbia del deserto africano, e l'arrivo al leggendario Lago Rosa, la Africa Eco Race si propone come la totale riscoperta dell'avventura: un ritorno alle origini dei grandi rally, capace di fornire contenuti d'eccezione e che promette un’organizzazione efficace, sia tecnica sia in fatto di sicurezza. Dieci anni di storia per una corsa che oggi vanta una struttura organizzativa ottima ed una copertura mediatica mondiale con oltre 330 ore diffuse dal solo canale televisivo Eurosport, ed oltre 1000 ore da altre emittenti in tutto il globo, più magazine, siti web, e social media.

La prossima edizione partirà dal Principato di Monaco il 30 dicembre per arrivare a Dakar il 13 gennaio ed è stata presentata nei giorni scorsi al Casinò di Venezia dagli organizzatori di Africa Eco Race e Motor Bike Expo, alla presenza di Anthony Schlesser (figlio del patron Jean-Louis Schlesser) e René Metge, ricognitore del percorso, insieme al rappresentante italiano della corsa Franco Picco, a Francesco Agnoletto e Paola Somma per MBE. La serata nella luminosa cornice veneziana è stata anche occasione di presentazione per la nuova Turkmen Desert Race, che si svolgerà dall'11 al 15 settembre.

I CAMPIONI AL VIA - Alla presentazione di Venezia erano presenti molti volti famosi dei rally raid: tra questi  Paolo Ceci, vincitore in moto della passata edizione, che ha annunciato la sicura partecipazione nel 2019 con tutta probabilità alla guida di un SSV navigato dalla moglie Sara Bioli. Tra i piloti esperti che invece si proporranno prima volta al via della prossima edizione anche Gianluca Tassi e che lancerà una nuova doppia sfida al deserto con una vettura allestita per la disabilità e mossa da un motore elettrico; ed Alessandro Botturi, che non ha mai corso nella gara che arriva al Lago Rosa ed ha annunciato ufficialmente la il suo progetto di correre Africa Eco Race.

LA RISCOPERTA DELL’AVVENTURA - L’Africa Eco Race quest’anno sarà l'unico rally raid ad attraversare col suo percorso di gara tre nazioni, ovvero Marocco, Mauritania e Senegal, oltre al tratto francese, da Monaco all'imbarco a Sète, considerato però di semplice avvicinamento.

L'edizione 2019 seguirà il percorso già conosciuto negli anni passati senza tuttavia ricalcarne le tracce: modifiche sia alle tappe sulle piste marocchine, sia sulle dune più a sud, per una avventura sempre nuova che metta tutti i partecipanti sullo stesso piano soprattutto nella navigazione, rendendo difficile il gioco anche a chi la gara l'ha già vissuta una o più volte.

DODICI GIORNI DI GARA VERA – 5 giorni in Marocco, 6 in Mauritania ed una in Senegal - autentici bivacchi, tappe ad anello e la marathon "500 miglia" suddivisa in due giornate, sabbia, dune e piste tecniche, 186 equipaggi al via nel 2018, sono gli elementi di sostanza di una gara già entrata nel mito. La corsa verso Dakar è pronta per ogni tipo di veicolo ed ogni partecipante, sia esso esperto o neofita: lo stile conviviale e l'atmosfera dei primi appassionanti raid africani saprà avvolgere e coinvolgere ogni partecipante. Al via moto, auto, camion ed SSV, e per le due ruote il regolamento prevede l'ammissione anche delle cilindrate oltre 450cc: spazio quindi ai bicilindrici come nelle migliori tradizioni di una volta.

Nella foto: Alessandro Botturi (campione di Enduro), Franco Picco (leggenda della Dakar), Francesco Agnoletto (organizzatore Motor Bike Expo), Paolo Ceci (vincitore AER 2018), René Metge (storico campione) e Anthony Schlesser (organizzatore AER).