A Saint Moritz si è spento Riccardo Agusta, soprannominato “Rocky”: aveva 67 anni ed era da tempo malato. Era l’unico figlio del Conte Corrado, colui che aveva portato ai fasti l’azienda varesina MV Agusta, detentrice di 3 mila vittorie in gara e 76 titoli mondiali nel motociclismo.

Anche Riccardo Agusta aveva la passione per le corse: era stato pilota automobilistico e titolare di una scuderia di auto da corsa. Ma prima ancora suo padre lo aveva lanciato come team manager nella Squadra Corse MV Agusta negli anni di Agostini e Bonera.

Sopra le righe - Che fosse un personaggio fuori dal comune lo lascia intuire anche il suo ultimo gesto: quello di scrivere in prima persona il suo necrologio.

"Da oggi io Riccardo (Rocky) Agusta non sono più tra voi su questa terra. Sono in ogni caso vicino al dolore dei miei figli Corrado, Giovanni e Butch, di Valerie, di Monica e dei miei parenti ed amici. Non siate tristi, perché la tristezza non mi è mai piaciuta, così ricordatemi con gioia. Io da parte mia cercherò con molta discrezione di starvi vicino e proteggervi."

Le esequie - Si terranno giovedì 18 gennaio alle 11 – qualche giorno dopo la sua scomparsa, che è avvenuta il 10 gennaio, ma è questo il tempo necessario per il rientro dalla Svizzera fino a Villa Augusta, a Cascina Costa,  dove viveva la famiglia, attuale sede dell’archivio storico, annesso al Museo Agusta.

Proprio lì nel 1907 suo nonno, il conte Giovanni Agusta aveva fatto erigere il primo capannone e costruito il primo velivolo, avviando una stirpe di imprenditori che hanno contribuito a fare la storia industriale d' Italia.

Alla famiglia e agli amici di Riccardo Agusta, le condoglianze di Motosprint.