Qualche anno fa nessuno lo avrebbe mai immaginato: che sarebbe esistito un campionato del mondo femminile di Motocross – disciplina maschile per eccellenza – e che una donna pilota avrebbe potuto vincere non solo una gara ma addirittura un campionato mondiale ‘misto’.

Eppure è andata proprio così. E il caso – e i calendari - hanno voluto che Kiara Fontanesi e Ana Carrasco vincessero il titolo nello stesso giorno. Un giorno destinato a passare alla storia, come le due imprese compiute dalle due donne-pilota.

CON IL COLTELLO FRA I DENTI - Il mondiale di Motocross femminile è un campionato estremamente combattuto e anche quest’anno Kiara Fontanesi ha dovuto aspettare l’ultimo round per sancire la sua superiorità sulle avversarie. Una vittoria che è arrivata a Imola, davanti al pubblico di casa, per rendere ancora più emozionante il trionfo.

D’altro canto, anche il mondiale Supersport 300 è un campionato molto selettivo e combattuto. Al via sono tutti con il coltello fra i denti, perché è una classe promozionale e si sa che serve come trampolino di lancio per la Supersport 600 o per il mondiale Superbike. Per questo è vietato esitare. E sbagliare. E di errori Ana Carrasco ne ha commessi ben pochi, conquistando invece più volte il podio, fino a vincere il mondiale. Diventando la prima campionessa del mondo in una disciplina motociclistica individuale – ovviamente non femminile -.

Una curiosità: anche lo scorso anno Fontanesi-Carrasco erano state accomunate da trionfi nello stesso giorno: la parmense aveva vinto il quinto mondiale, la spagnola aveva conquistato la sua prima vittoria in Supersport 300, a Portimao.

KIARA, LA POLIZIOTTA - Nata a Parma 24 anni fa, Kiara, poliziotta delle Fiamme Oro ha iniziato ad andare in moto quando aveva 3 anni: suo padre le portò a casa una Yamaha PW 50. E fu amore a prima vista.

La prima gara della sua carriera l’ha vinta a 6 anni. Quell’anno trionfò anche nel trofeo Lemm. Poi una serie di vittorie nel regionale Minicross e nel 2007 il primo alloro importante: la parmigiana vinse il trofeo Loretta Lynns, la gara più importante in America per i giovani piloti. Aveva superato le selezioni, oltre 400 piloti, per poi conquistare il main event: fu la prima italiana a riuscirci. Dal 2008 è passata alla 125 e subito ha trionfato nel campionato italiano femminile. vIl debutto nel Mondiale risale al 2009: riuscì a vincere una manche già quell’anno. Nel 2011 sfiorò il titolo, poi dal 2012 al 2015 ne ha conquistati quattro consecutivi. E poi ancora, iride nel 2017 e nel 2018. 

ANA, FAMIGLIA DA CORSA - La Carrasco viene da una famiglia da corsa: suo padre era stato meccanico di piloti professionisti e anche lei ha iniziato a correre in moto a 3 anni. Ha debuttato nelle competizioni internazionali a 16 anni, in Moto3, nel 2013, ed è diventata la prima donna a conquistare punti iridati nel motomondiale  dopo Katja Poensgen nel 2001. Lo scorso anno è stata la prima donna a conquistare una vittoria in una gara maschile.  

Quest’anno la Carrasco ha vinto a Imola ed è stata molto forte anche a Donington, ma poi ha faticato a Brno, Misano e Portimao.

"Voglio dedicare il titolo a Luis Salom, che era mio amico. Il giorno in cui l’abbiamo perso mi sono ripromessa che il mio primo titolo sarebbe stato per lui”, ha detto la Carrasco.

QUESTIONE DI TENACIA _ Dietro queste vittorie c’è allenamento, impegno, sudore, fatica, studio, dedizione, coraggio, intraprendenza, determinazione, tenacia, intelligenza. Ecco perché le storie di Kiara e Ana possono essere da incentivo a tutti coloro che hanno paura a credere in se stessi.