“Vincere un titolo italiano sembra che serva a poco…”, è lo sfogo di Nicholas Spinelli, il diciottenne pescarese di Città Sant’Angelo che lo scorso anno si è laureato nella classe Moto3 del CIV e che quest’anno ha sfiorato la doppietta, piazzandosi al secondo posto alle spalle di Kevin Zannoni.

Al momento, infatti, Spinelli è a piedi. Ed è per questo che ha chiamato Motosprint, che lo ha sempre seguito: per far sapere a tutti gli addetti ai lavori che lui una stagione nel campionato spagnolo la farebbe molto volentieri.

“Nel CIV abbiamo dimostrato quello che dovevamo”, dice Spinelli. “Adesso serve fare un salto. Siamo arrivati fin qui con tanti sacrifici in famiglia, e anche grazie alla Federazione Motociclistica Italiana, che mi ha inserito nel progetto Talenti Azzurri. E’ grazie a loro che sono entrato nel team Gresini”.

E adesso?

“Adesso vorrei correre nel CEV, e poi chiaramente nel mondiale. Quella è una grande scuola, lì impari velocemente. Ma una stagione nel CEV costa 150.000 euro. Per il mondiale ne servono più del doppio: almeno 350.000 euro.

“All’ultima gara del CIV nel 2015, con una Honda standard, sono stato l’unico a tenere il passo di Di Giannantonio e Bezzecchi…”, dice Spinelli lasciando trasparire un pizzico di amarezza perché i suoi rivali sono già al mondiale.

Secondo te perché Diggia e il Bez sono arrivati al mondiale e tu no?

“Di Giannantonio credo abbia trovato uno sponsor per partecipare come wild card; Bezzecchi ha fatto il CEV con Mahindra… Al CIV manca qualcuno che ti porti al mondiale, e che invece al CEV c’è”.

Lo scorso weekend Nicholas ha disputato l’ultima gara del CEV a Valencia, con il team Reale Avintia, ma è stata una partecipazione spot: senza conoscere la KTM, l’abruzzese si è qualificato 33esimo e nelle due gare è rimontato fino alla 21esima posizione. Per l’anno prossimo, però non ci sono novità in vista.

GLI INIZI CON IL CROSS - Nicholas Spinelli il motociclismo lo ha nel sangue. “Mio zio è sempre andato forte sia con le auto che con le moto e mi ha trasmesso la passione”, racconta Spinelli. “A 4 anni facevo il minicross, poi ho iniziato a correre in kart, come mio cugino (Loris, che oggi corre nei campionati GT, ndr), e a 9 anni ho iniziato con le minimoto”.

Insomma, Nicholas ha dimostrato di avere stoffa, ora vorrebbe la serenità di un contratto.

“Ti alleni e corri con una mentalità diversa se sai che andrai a fare il mondiale”, spiega Nicholas. “Di sicuro corri più tranquillamente, nel senso che non devi dimostrare qualcosa ad ogni turno di prove libere”, conclude.

L’appello è lanciato. In bocca al lupo Nicholas!