HONDA lo ha dichiarato ufficialmente: i dati dell’acquisizione confermano quanto Casey Stoner aveva scritto in un tweet: la rovinosa caduta avvenuta al 32° giro della 8 Ore di Suzuka è stata causata da un guasto tecnico al comando gas ride by wire della CBR1000RRW. In pratica, le farfalle sono rimaste bloccate ad un’apertura di 26°, mentre il pilota aveva effettuato la loro totale chiusura attraverso l’acceleratore. TUTTO CHIARO - Ecco spiegato il motivo per cui Stoner non è riuscito a mantenere la sua Fireblade in traiettoria; ecco spiegato l’improvviso e violento sbacchettamento dell’avantreno; ecco spiegato perché Stoner, nelle interviste post gara, aveva dichiarato di non avere fatto in tempo a tirare la leva della frizione, la manovra più logica quando c’è un problema al comando del gas. Casey ha detto che “tutto è avvenuto molto velocemente e che la gestione della situazione era più difficile di quanto si potesse immaginare”. A suo modo, Stoner aveva spiegato che non era caduto per colpa sua ma a causa di un problema tecnico, che in effetti c’è stato. Ufficialmente Honda ha dichiarato di non avere spiegato subito i dettagli dell’accaduto perché ha dovuto prima recuperare la moto, poi analizzare i dati. DRAMMA SFIORATO - Per la cronaca, prima dell’incidente il campione austrialiano aveva guadagnato la testa della corsa. Poi l’incidente, avvenuto all’uscita dalla curva Hairpin. Nella caduta Stoner ha riportato la frattura della tibia sinistra e della scapola destra. Poteva andare molto peggio, perché in quella zona c’è un tratto di pista che corre parallelo (quindi vicino) a quello in cui transitano i piloti. Le due zone sono divise da delle protezioni, pertanto la via di fuga non è ampia. Per fortuna Stoner è stato molto lucido; quando ha capito che non avrebbe potuto evitare la caduta, ha allontanato la moto dal corpo, scivolando a terra senza sbattere sulle protezioni. Casey stava viaggiando ad altissima velocità ed un impatto contro le barriere fisse avrebbe potuto avere esiti drammatici. ANCORA COLPA DEL RIDE BY WIRE - Insomma, per un attimo è sembrato di rivivere il terribile incidente di Daijiro Kato, che morì nel 2003, a Suzuka, in sella ad una Honda, a causa di un guasto meccanico al comando gas ride by wire. All’epoca l’acceleratore elettronico era una tecnologia abbastanza nuova (molte moto da corsa utilizzavano ancora i cavi per collegare il comando gas ad i corpi farfallati). Oggi il ride by wire è pluri collaudato. Almeno, dovrebbe esserlo. Purtroppo, nonostante tutti i sistemi di sicurezza (che sulle moto da gara, per rendere la risposta al gas più diretta, vengono semplificati) sviluppati attorno a questa tecnologia, non si è ancora in grado di garantire un perfetto funzionamento. E l’incidente di Stoner lo dimostra. Riccardo Piergentili e Federico Garbin