E’ ufficiale: la Kawasaki di Jonathan Rea, Leon Haslam e Toprak Razgatlioglu si è aggiudicata la 8 Ore di Suzuka 2019. La 42esima edizione della gara leggendaria si è disputata davanti a 109.000 spettatori, di cui 65.500 la domenica, con un aumento dell’8%, nonostante le minacce di un tifone, e quest'anno ha vissuto un anomalo post gara: dopo il traguardo, infatti, sono state necessarie altre 24 ore per decidere sul ricorso presentato dal team SRC Kawasaki France e riconoscerle la vittoria, inizialmente assegnata al team ufficiale Yamaha con Alex Lowes, Michael Van Der Mark, Katsuyuki Nakasuga.

LA CADUTA DI REA – Il team Kawasaki ha fatto alternare in sella Jonathan Rea e Leon Haslam, con Toprak Razgatlioglu nel ruolo di serva. Fin dai primi giri si è visto che facevano sul serio: partiti dalla seconda posizione in griglia, dopo la prima ora erano terzi, con cinque piloti racchiusi in meno di 8 decimi. Dopo quattro ore i piloti Kawasaki erano al comando, e così anche dopo cinque, dopo sei e dopo sette ore.

Con Leon Haslam sofferente per i recenti infortuni negli ultimi giri del suo stint, il quattro volte campione del mondiale Superbike Jonathan Rea ha ripreso il comando nell'ultima sessione e sembrava destinato a portare la Kawasaki alla vittoria. Ma con un incredibile colpo di sfortuna Rea è caduto sull’olio lasciato da un’altra moto, anche a causa dell’oscurità che stava calando, e non è riuscito a ripartire. La direzione di gara ha esposto la bandiera rossa per via della presenza dell'olio in pista, chiudendo le ostilità con 3 minuti di anticipo.

IL RICORSO - La classifica avrebbe dovuto essere cristallizzata al giro precedente rispetto alla caduta di Rea. Invece inizialmente è stata dichiarato la vittoria del team Yamaha. Kawasaki, infatti – secondo la direzione gara – avrebbe dovuto portare la moto al parco chiuso entro i 5 minuti. Secondo il team Kawasaki, invece, questa regola è valida solo per il mondiale Superbike, non anche per la 8 Ore, che non prevede questa restrizione temporale. E così, 24 ore dopo la gara, il ricorso è stato accolto, la classifica è stata corretta e Yamaha ha dovuto rinunciare alla vittoria, che sarebbe stata la quinta consecutiva.

Per Kawasaki, invece, è un ritorno al successo dopo 26 anni di digiuno: gli ultimi a trionfare alla 8 Ore di Suzuka con la moto di Akashi, infatti, erano stati Aaron Slight e Scott Russell nel 1993. Terzo posto per la Honda ufficiale con Takumi Takahashi, Stefan Bradl and Ryuichi Kiyonari, che ha perso la prima posizione a poco più di un’ora dalla fine della gara.

Bene anche la Yamaha-YART di Canepa, che chiude al settimo posto in equipaggio con Broc Parkes e Marvin Fritz. Venticinquesima posizione per l’Aprilia del team Sugai Racing con l’italiano Daniele Veghini, in equipaggio con Yoshiyuki Sugai..

REA E LA VITTORIA AL RISTORANTE - “Non riesco a crederci”, ha detto Jonathan Rea. “Essendo stato sconfitto, ero già tornato in albergo, salutando tutti i ragazzi, fra le lacrime. Ero già al ristorante, a ordinare la cena, quando il mio meccanico Uri mi ha chiamato e mi ha detto: ‘Ehi, sei seduto?’ Pensavo che mi avrebbe chiesto di andare in un altro ristorante, invece mi ha detto che avevamo vinto le 8 Ore”, racconta Rea.

“Penso che il buon senso abbia prevalso”, aggiunge il pilota nordirlandese. “Sono davvero felice. La strategia consisteva nel lavorare sul consumo di carburante, senza commettere errori. L’abbiamo eseguita abbastanza bene, anche se alla fine mi sono sentito piuttosto stanco. Ma abbiamo preparato tutto nel modo migliore possibile con il tempo limitato che abbiamo avuto a disposizione. La gara è un inferno, è la gara più difficile che si possa mai immaginare, ma ottenere un risultato come questo mi fa quasi venire voglia di farne altre", ha concluso Rea.

IL MONDIALE A KAWASAKI SRC - Poco prima della caduta di Jonathan Rea, c’è stato altro sconvolgimento spettacolare. Il Suzuki Endurance Racing Team era al nono posto e sembrava avesse già in mano il sedicesimo titolo mondiale quando un guasto al motore ha vanificato quasi 8 ore di duro lavoro dei piloti Vincent Philippe, Etienne Masson e Gregg Black. Con l'11° posto, siglato da Jérémy Guarnoni, Erwan Nigon e David Checa posto il Team SRC Kawasaki si è aggiudicato il primo titolo mondiale Endurance.