La Honda ha da poco presentato la nuova Fireblade, disponibile in tre versioni: la standard, la SP e la SP2. Quest'ultima sarà la base sulla quale saranno allestite le moto da corsa. In SBK le CBR potranno contare su un munifico sponsor, la Red Bull, su un pilota che ha vinto un mondiale MotoGP, Nicky Hayden, e su un altro pilota, Stefan Bradl, che ha fame di vittorie, perché, pur avendo vinto un mondiale Moto2, non ha raccolto molto negli ultime stagioni.

LA HRC, UN MIRAGGIO - Insomma, gli ingredienti per puntare in alto ci sono tutti, però non sarà facile scalare la classifica della SBK, perché per creare la pozione perfetta manca un ingrediente importantissimo, la HRC. Già, la Fireblade che gareggerà nel mondiale riservato alle derivate dalla serie, continuerà ad essere una moto privata che si dovrà scontrare contro due squadre ufficiali che in SBK destinano risorse e uomini: Ducati e Kawasaki, guarda caso le moto da battere. Il Team Ten Kate avrà a disposizione una nuova base tecnica, più moderna, più performante, ma questo è quanto. Il motore della CBR1000RR sarà sviluppato dalla Cosworth, non dalla HRC.

NATA PER VINCERE LA 8 ORE DI SUZUKA - Questo non significa che la Fireblade non sarà competitiva ma semplicemente che il suo reale potenziale lo vedremo solo alla 8 Ore di Suzuka, l'unica gara che interessa davvero alla HRC, che da due anni si è dovuta inchinare di fronte allo strapotere della Yamaha YZF-R1 e neppure con l'aiuto di Casey Stoner è riuscita la Casa di Iwata. La nuova CBR1000RR nasce per riportare la Honda sul gradino più alto della gara giapponese, non per vincere il mondiale SBK, che solo in alcuni periodi storici ben definiti è stato una priorità.

SVILUPPO COMPLESSO - Come detto, nel mondiale SBK, il quattro cilindri della Fireblade sarà sviluppato dalla Cosworth, un'azienda specializzata nei propulsori auto. Questo è uno dei maggiori problemi con cui gli ingegneri del team Ten Kate devono fare i conti, perché la Cosworth va pagata profumatamente e, fatto ancora più importante, gli vanno dati degli obiettivi di sviluppo. Ad esempio si possono chiedere elevati target prestazionali ma questo, in passato, ha penalizzato l'erogazione, troppo brusca. Insomma, non è tutto automatico e soprattutto, una volta scelta una strada, tornare indietro e difficile e costoso e a quel punto, probabilmente, il campionato è compromesso. D'altronde... Questa è la differenza tra un team privato (o semi ufficiale) e un team ufficiale.

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