Leandro Mercado sta crescendo nel mondiale Superbike: la sua miglior prestazione quest'anno è stata proprio nell'ultima gara, a Magny Cours, dove ha conquistato il sesto posto, in sella all'Aprilia del team Iodaracing. L'argentino è dodicesimo in classifica generale nonostante sia stato costretto a saltare la gara inaugurale in Australia e la successiva in Tailandia a causa di una frattura di tre costole per una caduta rimediata mentre si allenava con la moto da cross.

Classe 1992, ha conquistato il titolo mondiale nella Superstock 1000 nel 2014, con la Ducati del Team Barni. Dopo aver iniziato la carriera agonistica in competizioni nazionali, nel nel 2008 era passato a correre negli USA finendo al terzo posto in classifica nella Red Bull US Rookies Cup. Nel 2010 è passato a correre nel CIV con una Kawasaki del team BWG Racing, nella Stock 600.

La prossima settimana tornerà a correre a Jerez, dove l’anno scorso ha perso la possibilità di diventare due volte campione del mondo della STK1000. Ma chi è Leandro Mercado? Conosciamolo meglio!

"La prima cosa che faccio quando arrivo su un circuito è studiare i dati con il team, avere tutte le informazioni del circuito. Poi preparo la mia postazione. Mi piace avere tutto in ordine, il casco, i guanti, le tute e gli stivali sempre allo stesso posto. Passo la giornata facendo queste cose", ha detto Leandro Mercado in un'intervista rilasciata a WorldSBK.com

 

LA SUA STORIA - "Fin dalla mia prima gara ho sentito dentro di me che volevo essere un pilota. Ho iniziato a correre a 6 anni sulla terra, con moto costruite da mio papà. Il mio sogno è sempre stato quello di rappresentare l’Argentina e arrivare a correre a livello mondiale. Oggi è quello che sto facendo e ne sono orgoglioso", continua Mercado.

 

Mercado arriva dall'Argentina. Dove la cultura delle moto è diversa. "In Sud America c’è molto tifo, molta gente che segue le gare di moto, di auto e anche di altro, ma iniziare una carriera a livello professionale, andare a correre fuori dal paese, non è facile", spiega Mercado.

 

"La gente non è molto cosciente, ma per i piloti che non sono europei, è più difficile arrivare qui. Viaggio con la mia fidanzata Agustina, siamo solo noi due. Viviamo in Italia, la mia famiglia è lontana, mio padre viene quando può, ma vive dall’altra parte del mondo. Per questo solitamente mi accompagna lei. Facciamo molti sacrifici per vivere in Italia e per stare in un campionato del mondo. Nulla è stato facile".

 

MERCADO NEL PRIVATO - "Quello che mi piace è fare il meccanico sulle mie moto. Sistemo le mie moto con cui vado ad allenarmi e faccio il necessario. Mi piace sporcarmi le mani", racconta Mercado."Mi piace leggere biografie di sportivi ritirati, conoscere le loro storie. Adesso sto leggendo Open di Andre Agassi. È molto bello, mi identifico in molte cose, per esempio quando racconta come ha iniziato e quanto gli è costato andare a giocare in altri paesi.

 

"Secondo un luogo comune, la metà degli argentini fa psicoanalisi. Non lo sapevo. Io parlo da solo, la mia ragazza mi dice che sono matto per questo. Non ho mai la testa vuota, ci provo e per questo leggo quei libri, e anche un libro di psicologia sportiva, che mi ha aiutato molto", continua Mercado.

 

LA SCONFITTA - "La peggiore domenica della mia carriera sportiva è stata quella dell’anno scorso, a Jerez. È stato un colpo molto duro. Ho avuto domeniche difficili, ma quella... Quello che mi ha fatto più male è stato non aver avuto la possibilità di lottare (un problema meccanico gli ha impedito di schierarsi in griglia, ndr). Regalare così il titolo è stata dura, siamo abituati a lottare. Ho ancora questa spina dentro", dice Mercado, che promette di non pensarci a Jerez.

"Mi concentro sul fatto di migliorare ogni giorno, avere migliori risultati e crescere come pilota e come persona. Avrò solo qualche ricordo quando entrerò in pista", conclude Mercado.