Michael Schumacher, il derby romano e la standing ovation per il fenomeno del decennio. Il debutto sulla scena iridata di Portimao, il 2 novembre 2008, fu immediatamente un momento storico per la Superbike, che da dieci anni fa tappa fissa nell'Algarve. A battezzare il nuovo circuito portoghese fu proprio l'ultima tappa del Mondiale delle derivate dalla serie. Che ebbe come spettatore d'eccezione Michael Schumacher, nel pieno dell'innamoramento per le due ruote: il sette volte iridato F1 si era ritirato da due anni – e sarebbe rientrato nel Circus nel 2010 – e in quel periodo prendeva parte a corse di moto. Non a caso il lunedì post-gara avrebbe provato la Ducati 1098 di Troy Bayliss, che a Portimao si congedò con una doppietta.

L'australiano, al terzo titolo in cinque stagioni intere con la Ducati, a 39 anni annunciò il ritiro. Un ritiro soltanto parziale, visto che nel 2015 sarebbe tornato per disputare due tappe nel Mondiale sempre sull'amata Rossa. ??

 

Derby romano

Ma quel giorno è ricordato anche per la contesa tutta romana tra Max Biaggi e Michel Fabrizio, ai tempi entrambi ducatisti anche se il Corsaro correva per il Team Sterilgarda e Fabrizio era nella struttura ufficiale accanto a Bayliss. Dopo poche curve di gara 1, un'entrata aggressiva di Fabrizio causò la caduta di entrambi, e la furia di Biaggi, che andò a brutto muso verso il concittadino. «È la seconda volta che Fabrizio mi viene addosso – disse, ricordando l'episodio di Misano – e a questo punto non so più cosa pensare. Non potevo certo spostarmi per farlo passare». Biaggi ebbe da ridire anche nei confronti del ds Ducati Davide Tardozzi («Max ha tentato di aggredire Michel dopo la caduta») spiegando: «Non ci siamo neanche toccati, ho soltanto chiesto spiegazioni». Per Biaggi fu l'ultima gara sulla Ducati, nel 2009 iniziò la sua seconda epopea con l'Aprilia, un'unione che – dopo due titoli Superbike – dura ancora, visto che Max è l'ambasciatore della Casa di Noale.