Non è ancora stato reso noto se l'incidente che ha causato la morte di Nicky Hayden sia avvenuto per colpa dell'automobilista - un trentenne di Morciano - oppure se ci sia stato un concorso di colpa del campione americano. Ma intanto la famiglia di Nicky ha avanzato la richiesta di danni: la somma non è ancora stata quantificata, ma l'avvocato Moreno Maresi, che cura gli interessi della famiglia Hayden, ha inviato una richiesta di risarcimento al guidatore della Peugeot. A rivelarlo è Ilrestodelcarlino.it

Il fatto è che, seppure Nicky Hayden fosse sbucato dallo stop senza dare la precedenza all'automobile che sopraggiungeva - e questo pare sia accertato dai filmati acquisiti dalle telecamere - sembra altrettanto certo che il ragazzo viaggiasse in auto ad una velocità superiore ai 50 km/h consentiti. Si parla di una velocità di almeno 80 km/h. Ma la questione è ancora al vaglio della Procura di Rimini e l'investitore è iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale.

Sembra che l'investitore si sia ripreso da poco dall'incidente che è costato la vita a Nicky Hayden: sarebbe tornato a lavorare ma sarebbe anche seguito da uno psicologo. Ora, con la richiesta di risarcimento danni, gli è arrivata una preoccupazione in più.