Avrebbe potuto essere un weekend di festa per lui, Maxime Berger, il pilota francese che aveva conquistato il titolo continentale della Superstock 600 nel 2007, con la Yamaha del Team Trasimeno, e poi aveva conquistato per due volte il titolo virtuale di vicecampione del mondo nella Superstock 1000, nel 2008 e nel 2010, mettendo a segno sette vittorie in quel periodo.

Chissà come sarebbe stato felice di essere nel paddock, ritrovare i suoi amici, e schierarsi in griglia di partenza, magari nel mondiale Superbike, come aveva fatto a partire dal 2011. Nel 2012, non più tardi di cinque anni fa, aveva siglato un quarto posto nel mondiale Superbike proprio a Magny Cours, sulla sua pista di casa, con i colori del team Red Devils.

Ma la vita alle volte riserva delle brutte sorprese. Maxime è uscito dal circuito del mondiale Superbike, ha fatto qualche gara nel mondiale Endurance e poi ha smesso di correre. Ultimamente lavorava come cuoco. Ma qualcosa non quadrava. E poi è finito nelle mani di un medico “sbagliato”, che – da quanto ha raccontato il papà Alain – lo ha fatto ricoverare in una clinica neurologica dalla quale Maxime avrebbe fatto qualunque cosa per uscire. Anche attentare alla sua vita. Perché quella, per lui, non era più vita (leggi qui).

A seguito delle vicissitudini che hanno portato Maxime Berger in uno stato di  coma vegetativo da un mese, è con tristezza che ho deciso, insieme ai medici, di lasciar andare Maxime”, ha dichiarato il papà Alain a paddock-gp.com. “Riposerà presto in pace. Grazie a tutti per il supporto che ci avete dato”.

IL SABATO DI MAGNY COURS... - La notizia (falsa) della sua morte era rimbalzata sul web un mese fa, poi era stata rettificata da molti. Adesso invece  proprio così. Maxime Berger non c’è più. Se n'è andato a soli 28 anni. Il suo cuore ha cessato di battere il 30 settembre, il sabato in cui si correva a Magny Cours. Su quel circuito che Maxime amava tanto e dove era stato spesso imbattibile.

Ma quel sabato le luci erano puntate tutte sul terzo titolo mondiale consecutivo vinto da Jonathan Rea. E la dipartita di Maxime è passata in sordina… tanto che tuttora sul sito di WorldSBK non si fa alcun cenno alla sua morte. Eppure è stato un campione europeo della Superstock 600. Chissà, forse il modo in cui ha deciso di andarsene fa sì che non sia “conveniente” parlarne. Ma questo non significa che Maxime fosse un perdente. Era un campione che forse non riusciva a vivere senza il suo mondo.  

Alla famiglia e agli amici di Maxime Berger, le condoglianze di Motosprint.