L’apertura del rinnovato Moto dei Miti, il museo (o meglio, la collezione, visto che le moto sono tutte funzionanti) personale di Genesio Bevilacqua è stata l’occasione per incontrare le persone che hanno fatto la storia del team dell’imprenditore di Civita Castellana. Una su tutte, Carlos Checa, che nel 2011 è riuscito nell’impresa di vincere il titolo mondiale della Superbike in sella ad una Ducati privata. Proprio quella del Team Althea di Bevilacqua. 

TRE ANNI DA SOGNO - “Alla fine del 2009 ero in cerca di una squadra – spiega il “Toro” Checa dal palco del museo – venni a sapere che una persona voleva parlarmi, mi dissero che era appassionata e che aveva un progetto per me. Conobbi Genesio ed entrammo subito in sintonia”. Da quel momento nasce una storia sportiva durata tre stagioni, tutte passate in sella alla Ducati. I numeri di quel sodalizio? Impressionanti: 22 vittorie, 6 secondi e 10 terzi posti su 80 manche disputate. Nelle classifiche finali delle tre stagioni, il titolo mondiale, un terzo e un quarto posto.

TRE SEGRETI - All’inizio, però, non è stato semplice. “Trovammo una moto praticamente standard, su cui iniziammo a lavorare sin dai primi test – prosegue Carlos – in sella mi trovai subito bene anche se era “basic” e poi lavorammo senza sosta con il team per raggiungere il successo più importante della mia vita. E’ stato incredibile il modo in cui l’abbiamo costruito. Non essendo un team ufficiale, sopperivamo a questa mancanza con la passione, la volontà e l’intelligenza. Che poi sono i tre segreti di ogni successo. Venire a Civita Castellana, a Moto dei Miti e ricordare tutto ciò che abbiamo fatto riguardando le nostre moto e i pezzi delle nostre vittorie mi ha fatto emozionare”.

UN LAVORO DA COMPLETARE - Quella storica impresa (15 vittorie su 26 manche in stagione), per Checa, è stata una somma di vari fattori. All’inizio la moto non era la migliore ma ci lavorammo molto, fino al momento in cui la sentii davvero mia. Già dalla stagione precedente, nel 2010, il pacchetto era vincente. Facemmo una stagione pazzesca ma con meno fortuna del 2011, quando completammo ciò che avevamo iniziato”.

Moto dei Miti: tutte le moto della collezione in un sito

LA COSTRUZIONE DI UNA VITTORIA - Non c’è stato un aspetto più importante degli altri, in quella vittoria arrivata lottando contro piloti del calibro di Biaggi, Haslam, Haga, Rea ma anche Melandri, Fabrizio, Laverty, Guintoli, Corser e Sykes. “Quando arrivi a vincere il mondiale tutto si rivela importante. Il titolo lo vinci tutti i giorni perché mentalmente e fisicamente ogni giorno lotti insieme ai ragazzi della squadra e alla moto per quell’obiettivo. Nel 2011 ero consapevole di essere all’ultima spiaggia, mi sono detto “adesso o mai più”. E’ andata bene”.