Ad essere sinceri non ci avevamo mai creduto del tutto che Troy Bayliss avrebbe appeso il casco al chiodo. Troppo forte la passione che lo ha spinto ad approcciarsi alle competizioni appena ha potuto, anche se era già “grande”: aveva 26 anni quando ha iniziato e lavorava come carrozziere nella sua Australia.

Poi sono arrivati i tre titoli mondiali, inframmezzati dalla partecipazione alla MotoGP, dove si è tolto il lusso di vincere anche una gara, divenendo il primo – e finora unico – pilota ad aver vinto sia in MotoGP che in Superbike. Aveva “smesso” da campione, nel 2008, dopo aver conquistato il terzo titolo e vinto 52 volte in Superbike, ma in realtà non ha mai perso occasione per tornare in sella, soprattutto nel dirt track.

E si è cimentato anche sulle quattro ruote, correndo nella serie australiana V8 Supercar e poi nell’Australian Porsche Carrera Cup Championship. Non solo: all’inizio del 2015 aveva corso due gare nel mondiale Superbike in Australia, sempre per Ducati, sostituendo l’infortunato Davide Giugliano.

IL RITORNO - Adesso, a quasi dieci anni dal suo titolo nel mondiale Superbike, Troy Bayliss tornerà a correre una stagione intera, nell’Australian Superbike Championship, dove aveva già militato nel 1996 concludendo terzo per sfiorare il titolo l’anno dopo. Sarà dunque un’ottima chance per vincere finalmente un titolo australiano della Superbike.

L’oggi 48enne Troy Bayliss correrà su una Ducati 1299 Panigale R Final Edition per la squadra DesmoSport di cui è co-proprietario con Ben Henry.

"Inizialmente, volevo vedere un altro pilota sulla moto, ma dopo averla guidata, ho sentito la necessità di disputare il campionato e provare a vincere l'inafferrabile titolo australiano della Superbike", ha dichiarato Bayliss al sito australiano Cycle.Online

"Sicuramente mi sento di aver lasciato un’impresa incompiuta… Ho un po 'di lavoro da fare in termini di fitness, ma dopo aver provato la moto e aver corso all'Adelaide Motorsport Festival mi sento decisamente all'altezza del compito", aggiunge Bayliss.

"Siamo naturalmente super emozionati dal fatto che Troy abbia deciso di correre di nuovo su una Ducati Superbike e nell'ASBK per il 2018", ha detto Warren Lee,  CEO di Ducati Australia e Nuova Zelanda.

"Quando correva nei campionati del mondo e da quando è tornato in Australia, Troy è sempre stato un grande ambasciatore per l'Australia e per il nostro sport e l'industria motociclistica. La sua passione per il motociclismo e l'atteggiamento di "rimettersi in sesto" è il motivo per cui è dei piloti più popolari e amati del mondo", conclude Warren Lee.

L’Australian Superbike Championship prenderà il via contemporaneamente al round del mondiale a Phillip Island, il prossimo febbraio.