Oggi in diretta streaming dal Data Center di Ponte San Pietro, a Bergamo, è stata svelata la Ducati Panigale del team Aruba che darà l’assalto al titolo del mondiale Superbike 2018 con Chaz Davies e Marco Melandri.  Con loro, nelle tappe europee, ci sarà anche il campione continentale della Superstock 1000 Michael Ruben Rinaldi, che correrà con i colori dello Junior Team.

Gli obiettivi - Gigi dall'Igna, direttore generale di Ducati Corse, non ha fatto mistero dei traguardi che si sono posti per la stagione. "Con l'ultimo anno della bicilindrica Panigale e l'arrivo della V4 stiamo lavorando su un doppio binario, focalizzandoci su ciclistica, elettronica e altre componenti”, ha detto. Dopo tanti secondi posti vorremmo fare un passo in avanti e portare a casa il titolo".

"Sarà quello più difficile da fare, il nuovo regolamento non ci avvantaggia e abbiamo rivali forti”, fa eco Paolo Ciabatti, direttore sportivo. “Ma siamo convinti di potercela giocare: sarebbe bello chiudere il ciclo della Panigale bicilindrica riportando a casa quel titolo che manca dal 2011".

Già, per la Panigale R bicilindrica questa sarà l'ultima stagione, perché dall'anno prossimo dovrà lasciare spazio alla V4. L’ultima possibilità, dunque, per insidiare il primato delle Kawasaki Ninja ZX-10RR di Jonathan Rea e Tom Sykes, che da anni monopolizzano la zona alta della classifica. Quest'anno il nuovo regolamento tecnico che ridurrà il numero di giri motore potrebbe rimescolare le carte, anche se dai primi test è già emersa una conferma dall’accoppiata Rea-Sykes.

Il sogno iridato - “Il nuovo regolamento è arrivato tardi, la riduzione dei giri motore penalizza più noi dei concorrenti ma stiamo correndo ai ripari”, ha spiegato Dall’Igna. “Ci siamo concentrati in particolare sul motore, cercando di apportare una profonda rivisitazione. Oltre a questo aspetto ci saranno delle concession part  previste durante la stagione in base ai risultati, di conseguenza sarà più complicato intervenire. 

"Forse noi abbiamo patito più degli altri questa novità, essendo la nostra moto un bicilindrico. Non abbiamo ancora messo in pista tutte le novità, saranno fondamentali gli ultimi test di Phillip Island prima dell’inizio del Mondiale", ha aggiunto il direttore generale di Ducati Corse.

 “Vorrei che molti dei tecnici impegnati in MotoGP contribuissero al progetto della Superbike, portando a casa il maggior numero di dati possibile che permetta di sviluppare la moto. Stiamo lavorando per rendere la struttura Superbike più forte per i prossimi anni ”, ha concluso Dall’Igna.

E' NECESSARIO RIFLETTERE - Anche il CEO di Aruba, Stefano Cecconi, punta a festeggiare una vittoria nel Mondiale. “La collaborazione con Ducati sta procedendo oltre ogni più rosea aspettativa “, ha detto. “Il risultato nel complesso non è stato male: Chaz è arrivato secondo nel Mondiale, però è necessario riflettere su come siamo giunti al risultato, dato che abbiamo faticato più del dovuto rispetto al 2016. Marco ha rispettato le aspettative, vincendo a Misano con una moto italiana su  una pista italiana e oltre al suo risultato c’è poi gioia per la vittoria del titolo nella Stock. Logicamente siamo in pista per puntare al massimo, e abbiamo due piloti molto determinati”.

Claudio Domenicali, l’AD di Ducati, non è stato presente personalmente ma con un messaggio: "Ringrazio Stefano Cecconi, ottimo team principal di Ducati Superbike, faccio un grosso in bocca al lupo ai piloti Melandri e Davies e saluto pure la Panigale R che farà la sua ultima stagione con il bicilindrico. Stiamo sviluppando il V4, ma sono certo che la Panigale R ci darà ancora tante soddisfazioni".