Al termine di una Superpole “thrilling” (primo tempo per Sykes e Savadori che rimedia la frattura della clavicola a causa di una caduta) e di un warm-up che ha visto la scivolata dell’esordiente Hernandez, è andata in scena a Phillip Island la prima manche della stagione 2018.

MACIO FA 21 - A vincerla, dopo una bella rimonta sulle due Kawasaki di Sykes e Rea, è stato Marco Melandri. L’italiano della Ducati ufficiale, da sempre a suo agio su questo circuito (è stato uno dei più veloci anche durante i test di inizio settimana) ha messo in atto la gara perfetta. Dalla terza posizione, si è messo a “caccia” di Sykes insieme al campione del mondo Rea. Quando ha capito di averne di più, si è prima sbarazzato della compagnia di Jonathan e poi di quella di Tom, involandosi (quasi) indisturbato verso la 21esima vittoria in Superbike (su 129 manche disputate) e la seconda in sella alla Panigale. Un bel biglietto da visita per un campionato 2018 che ha bisogno, per visibilità e prestigio, di prestazioni al top di personaggi come “Macio”.

FORES IN SCIA A DAVIES - Al secondo posto si è piazzato il poleman Sykes, che solo alla fine ha ceduto al binomio italiano chiudendo a un secondo dalla vittoria ma dimostrando di avere un ottimo passo gara in vista della seconda manche di domani. Non sarà facile per Melandri, fare il bis. Terza piazza per Chaz Davies: qui in Australia, il dominatore della seconda parte del 2017 è sembrato più in difficoltà rispetto al compagno di squadra Melandri. Sempre indietro nei test, oggi ha chiuso buon terzo ma a nove secondi dall’italiano, e davanti per soli sei decimi rispetto alla Ducati privata dell’italiano Barni Racing Team, quella guidata Xavi Fores. Lo spagnolo ha iniziato il 2018 come aveva chiuso il 2017: consistente, costante, spettacolare, velocissimo e… sempre ai piedi del podio. Su cui meriterebbe (lui e il team) di salire più spesso.

PIT STOP OBBLIGATORIO - In quinta posizione è finito Jonathan Rea. Il campione del mondo è stato assoluto protagonista di gran parte della gara e in lotta per la vittoria fino a quando le gomme non lo hanno abbandonato. La questione della durata delle coperture è sotto la lente d’ingrandimento della direzione gara, che per la seconda manche di domani ha previsto in via eccezionale un pit-stop obbligatorio per il cambio gomme. Vedremo una gara certamente più “spezzettata” ma (speriamo) comunque spettacolare.

YAMAHA IN NETTO RITARDO - La top ten è completata dalla Yamaha di Lowes (a ben 17 secondi da Melandri), la Honda di Camier al settimo posto (buona la prima uscita ufficiale del britannico che sta cercando di riportare in alto la CBR), poi l’Aprilia di Laverty, l’altra R1 di Van der Mark e la Kawasaki di Mercado, bravo a chiudere tra i primi dieci. Risultato solo sfiorato da Baz in sella alla BMW Althea, anche a causa dei postumi della caduta di ieri: il francese ha chiuso undicesimo davanti a Gagne, Razgatlioglu, Ramos e Jezek. Fuori dai punti Jacobsen mentre da segnalare la foratura di Torres, con la MV Agusta.