La vera novità di gara2, su cui era concentrata tutta l’attenzione degli addetti ai lavori, riguardava il pit-stop obbligatorio deciso ieri dalla direzione gara in seguito ai problemi di durata della gomma posteriore riscontrati da molti piloti durante la prima manche.
Spettacolo era atteso e spettacolo è stato, anche grazie al cambio gomme ai box che non ha “alterato” i valori in campo. Anzi, è stato un intermezzo (che sia una prova generale in vista di futuri cambi di regolamento, magari con gare più lunghe?) che ha aggiunto suspence alla sfida. 

I MAGNIFICI SETTE - A giocarsi la gara, dal primo all’ultimo giro, sono stati sette piloti (otto, fino alla caduta di Chaz Davies che ha chiuso male un week-end non esaltante): Sykes, Melandri, Van der Mark, Rea, Fores, Lowes e un sorprendente Leon Camier in sella ad una Honda “ritrovata”. Questi piloti hanno dato vita ad una sfida che ha avuto il sapore della “vecchia” Superbike e che neanche il pit-stop obbligatorio al 12esimo giro è riuscito a rovinare.
Alla fine, ad uscire più veloce dall’ultima curva, approfittando della scia di Rea per superarlo e passare per primo sotto la bandiera a scacchi, è stato Marco Melandri. Il ravennate, sulla Ducati ufficiale, è stato il più furbo e il più bravo, in questo week-end australiano: dopo la vittoria in “solitaria” di gara1, ha fatto doppietta al fotofinish, dimostrando di essere imbattibile quest’anno tra le curve con vista oceano.

ORGOGLIO ITALIANO - Cinquanta punti incassati e prima posizione in classifica, per Macio. Che ha certamente il merito di aver esaltato gli appassionati italiani del campionato e della Ducati, con due gare che fanno sognare in vista dei prossimi round.
Secondo ha chiuso Jonathan Rea: il campione del mondo in carica, su Kawasaki, ha riscattato la prestazione sfortunata di ieri (quinto, con le “bolle” sulla gomma posteriore) finendo a 21 centesimi da Melandri. Terza piazza per Xavi Fores: dopo aver sfiorato ieri (e in molte occasioni nel 2017), lo spagnolo del team privato Barni centra il secondo podio in carriera in Superbike, chiudendo un fine settimana da ricordare.

YAMAHA E HONDA DI NUOVO AL TOP - A chiudere la top five, l’altro alfiere Kawasaki, Tom Sykes (secondo ieri), poi Alex Lowes su una Yamaha finalmente competitiva (solo 2 secondi di gap dal vincitore rispetto ai 17 nella prima manche), un sempre più concreto e veloce Leon Camier in sella alla Honda CBR (lo sviluppo sta dando i suoi frutti) e Michael Van der Mark, settimo con l’altra R1 e a tre secondi da Melandri. Da segnalare l’ottavo posto di Torres in sella alla MV Agusta, il nono di un Baz (BMW Althea) infortunato e il decimo di Razgatlioglu (Kawasaki Puccetti).