“Il momento più difficile è stata la sosta. Da lì in poi ho cercato di spingere al massimo fino alla fine. Ho creduto di poter vincere, ma nell’ultimo giro ho fatto un piccolo errore…” spiega Xavi Forés. E' un fiume in piena appena scende dal terzo gradino del podio. In sella alla Panigale R del team capitanato da Marco Bernabò, lo spagnolo ha appena firmato un’autentica impresa, e ne è consapevole: ha concluso gara2 sul circuito di Phillip Island al terzo posto in volata, a soli 3 decimi dalla Ducati ufficiale del vincitore Marco Melandri, di un soffio alle spalle del pluricampione del mondo Jonathan Rea su Kawasaki. E per avere un’idea della differenza tra le due Ducati basta guardare i dati riportati dalla classifica: la velocità massima della Ducati ufficiale è stata di 317,6 km/h, quella di Forés invece non è andata oltre i 306,7 km/h.  

WEEK-END PERFETTO - Per il Barni Racing Team e per Forés è il secondo podio di sempre in Superbike: il primo era stato nel 2016 al Lausitzring, in Germania. Chi ben inizia… - Il weekend era iniziato bene già da gara1, conclusa con il quarto posto. Un piazzamento di prestigio, ma che aveva lasciato al contempo un po’ di amaro in bocca.  Negli ultimi sette/otto giri ho fatto fatica a guidare per colpa dell’avantreno e quando Davies mi ha preso non ho potuto reagire come avrei voluto”, aveva spiegato Forés. “Anche il sorpasso a Rea mi ha fatto perdere tempo e poi era troppo tardi per tornare sotto a Chaz”.

UNA GARA THRILLING – Nella manche della domenica Forés è scattato dalla pole position grazie al quarto posto di gara 1: non ha avuto uno spunto brillante, ma nella bagarre si è esaltato e in una prima parte piena di sorpassi è riuscito a prendere la testa della gara al settimo giro, mantenendola fino al pit-stop della decima tornata, effettuato insieme a Rea e Van der Mark.

A TRE GIRI DAL SOGNO - Un giro più tardi si sono fermati gli altri piloti del gruppo di testa, Davies e Melandri sulla Ducati ufficiale, e Sykes sulla Kawasaki. Al giro 13 Forés si è ritrovato terzo, ma ha sorpassato Melandri, tornato in pista al secondo posto, e grazie alla caduta del leader Davies è tornato a guidare la gara. In testa fino agli ultimi tre giri, il pilota spagnolo ha lottato alla grande cercando di rispondere agli attacchi di Rea e Melandri, poi nell’ultimo giro è riuscito a evitare il ritorno di Sykes, assicurandosi il terzo posto sotto la bandiera a scacchi.

UN PICCOLO ERRORE… -Ho creduto di poter vincere, ma nell’ultimo giro ho fatto un piccolo errore, Marco e Jonathan (Melandri e Rea, ndr) sono riusciti a prendere qualche metro di vantaggio e io non sono più riuscito a lottare per la vittoria, ma adesso questo non importa. E’ stata una gara fantastica, sono davvero felice di aver cominciato la stagione in questo modo. Per un team indipendente è una soddisfazione grandissima riuscire a salire sul podio”.

UNA GARA DURISSIMA - “Che dire!? Siamo felici anche se non nascondo che fino alla fine ho creduto che avremmo potuto vincere. Ce lo saremmo meritati”, commenta il principal manager Marco Barnabò. “La moto era a posto, il pilota ha guidato alla grande, ma c’era una curva nel T4 dove perdevamo tutto il vantaggio accumulato nel resto del giro. Per questo sapevamo che nonostante tanti giri in testa sarebbe stato difficile portarla in fondo. La gara è stata durissima, in una pista difficile da gestire, ma tutti hanno dato il meglio. La squadra è stata perfetta, anche nel pit stop e per questo li ringrazio, così come ringrazio il pilota che ha guidato alla grande", continua Barnabò. "Ora andiamo in Thailandia con grande fiducia, sapendo che non è una pista a noi favorevole, ma stiamo già pensando a cosa fare per essere competitivi”.