I nuovi regolamenti del mondiale Superbike sono stati decisi con l’obiettivo di equiparare i valori in pista e di evitare lo strapotere di pochi piloti ufficiali. Con la limitazione dei giri motore e l’introduzione delle “concession parts”, però, Dorna non ha evidentemente accontentato tutti. Anzi.

Se è vero che Xavi Fores con la Ducati del team Barni è riuscito a relegare alle sue spalle le rosse ufficiali, i distacchi degli altri piloti “indipendenti” sono spesso elevati. Una delle squadre che ha raccolto risultati minori è il team Go Eleven di Gianni Ramello, che con il suo pilota Roman Ramos ha raccolto l’undicesima posizione come miglior piazzamento.

Gianni Ramello oggi ha accusato Dorna di non aver creato un regolamento capace di livellare veramente i valori in pista. Riportiamo integralmente il contenuto del post che il team manager ha pubblicato sul suo profilo social.

TAGLIATI FUORI -  - “Ecco il grande livellamento voluto da Dorna in SBK: come avevo previsto 4 mesi or sono siamo sempre peggio. Dopo 2 gare la prima Kawasaki privata è a ben 51 punti dal vertice, il distacco ridicolo e imbarazzante, patito a Buriram è stato lo stesso del 2017: ci hanno spremuti e finanziariamente penalizzati per fare schifo.... Denigrante per i piloti che rischiano la vita, che manco vengono inquadrati in tutta la gara, che vedono sempre più lontani gli ufficiali.

“Ditelo subito che dovevate tagliarci fuori dai giochi almeno ci si metteva il cuore in pace. Così è un inferno a ogni gara...era sicuramente meglio prima. Questo è il frutto di una incapacità generale di gestire la situazione, cercando di risolverla con 340 pagine di regolamenti inutili, assurdi, pensando che con il motore a disposizione e qualche altro componente si risolvesse il gap. L’avete peggiorato, siamo in grossa difficoltà dipendiamo da una elettronica a cui abbiamo accesso parziale e che quindi non ci aiuta moto. Bastavano due righe ben fatte che la Dorna e la FIM non hanno avuto il coraggio di scrivere per fare un regolamento semplice e per niente penalizzante, nessuno lo ha fatto, nessuno ha dato senso e peso alle richieste e proteste dei privati.

IL RUOLO DEI PRIVATI - “Ora continuando con questa ridicola farsa indegna di un Campionato Mondiale si arriverà ai sensori pressione sulle gomme per nascondere le magagne Pirelli, sensori inutili perché dettati dalla presunzione di onnipotenza e senza prendere atto delle nostre giuste proteste ‘tecnicamente ineccepibili0, ma sicuramente a carico dei Team...e io pago!

E’ tutto talmente vergognoso che la gente deve sapere la verità... non credere alle favole. Le corse di SBK così quest’anno sono palesemente taroccate e fatte a tavolino, costruite da regolamenti talmente assurdi che a leggerli ti viene la nausea... il ruolo dei privati è il tappabuchi per avere griglia piena, noi Kawasaki destinati al peggio (fatica il team ufficiale, pensate noi…) figli di una Casa vincente e pertanto colpevoli a prescindere da tutto, il pilota psicologicamente abbattuto, la squadra in crisi totale e dipendente da aggiustamenti di elettronica della casa madre e Marelli, la televisione come sempre o peggio...inesistente per noi... Grandi prospettive per un Team privato!

BURATTINI SENZA FUTURO - “Grazie di cuore avete pensato bene di farci fuori e di relegarci a burattini senza un futuro, avete premeditato tutto questo perché se ci sono arrivato io 4 mesi fa non penso voi non lo immaginavate, altrimenti dovrei pensarVi degli ingenui totali, grazie ancora di tutto. Onoreremo il nostro compito tra mille sacrifici e vedremo il capofila allontanarsi sempre di più”, conclude Gianni Ramello.