Sembra quasi una risposta, indiretta ed elegante, alle accuse mosse da Gianni Ramello, il patron del Team Go Eleven. Nel post pubblicato sul suo profilo social, che vi abbiamo riportato integralmente (leggi qui), Ramello aveva puntato il dito sul nuovo regolamento che anziché livellare i valori in pista, come promesso da Dorna, avrebbe invece ulteriormente penalizzato le compagini private.  

Oggi sul sito ufficiale del mondiale, WorldSBK.com, è apparso un articolo del commentatore ufficiale del campionato, Steve Engish, che invece mette in risalto quanto nelle prime gare di questa stagione i risultati siano cambiati rispetto allo scorso anno.

Secondo Engish, il nuovo regolamento del Campionato Superbike ha cambiato volto alle gare rispetto allo scorso anno.

Quattro gare e abbiamo già visto tre diversi vincitori e molti piloti che si sono contesi la vetta della classifica e la leadership delle gare. I podi sono stati molto vari, ospitando sette piloti differenti, con il giro veloce, siglato da un pilota diverso ad ogni gara e dieci diversi piloti capaci di andare in testa”, scrive Engish.

Una Kawasaki difficile – “Buriram avrebbe dovuto essere una città felice per Rea, invece è stata una città di alterne vicende per la maggior parte dei partenti. Jonathan Rea ha ripreso il comando del campionato, ma dopo una gara difficile domenica, che ha dimostrato quanto sia difficile controllare la ZX-10RR. Il nordirlandese del Kawasaki Racing Team ha viaggiato nel pacchetto di mischia negli ultimi anni, ma in gara2 lo abbiamo visto veramente combattivo. Oltre ai problemi ai freni, è stato costretto a guidare la sua Kawasaki in modo davvero aggressivo per cercare di sorpassare i rivali", scrive ancora Engish.

“Il venerdì Rea ha detto che aveva dovuto adattare il suo stile di guida a quello di una Supersport, concentrandosi più sulla velocità in curva che sulla pura potenza per assicurarsi il tempo su giro e la domenica abbiamo visto che ha i risultati sono arrivati.

“I nuovi regolamenti hanno avuto l'effetto desiderato in molti modi. La Kawasaki di Rea era senza dubbio la moto più veloce in pista in Tailandia, ma questo quando c'era pista libera davanti alla moto numero uno. Sarà molto interessante vedere come Kawasaki si adatterà quando torneremo in Europa per i round di Aragon e Assen.

Un’occasione per Chaz Davies - "Il pilota del team Aruba Racing Ducati ha fatto del circuito di MotorLand di Aragon il suo regno negli ultimi anni. Nella scorsa stagione, Davies ha concluso Gara1 con un incidente che ha fermato la sua serie di tre vittorie su quella pista, ma è tornato a vincere in gara2.

"Il gallese aveva lasciato Buriram a 30 punti da Rea l'anno scorso, e 40 l'anno prima quindi la sua fiducia sarà al culmine dopo la sua vittoria in Thailandia. Davies si trova infatti solo a 12 punti da Rea, leader della in classifica, e per la prima volta da molto tempo si sentirà di controllare di più la corsa al titolo.

Le altre Case –Nel passato c’è stato poco margine per l’errore nel recupero di Davies, e Rea si è avvantaggiato di questo. L’inizio della stagione 2018 dimostra che le cose saranno diverse: la competitività di Honda, Yamaha e Aprilia nei round di apertura dimostra che saranno pronte a raccogliere i pezzi se ci dovesse essere l’errore di qualcuno.

"L'anno scorso la Yamaha ha avuto bisogno di un po' di fortuna per lottare per le vittorie, ma il secondo round del 2018 ha dimostrato che loro, e la Honda, hanno il passo per stare davanti - e soprattutto per rimanere davanti.

Verso l’Europa - “A Phillip Island abbiamo avuto un assaggio di quello che sarebbe successo, e in Tailandia abbiamo avuto un weekend di corse da brivido. Quei circuiti possono essere unici, Philip Island produce sempre grandi gare e le condizioni in Tailandia sono molto diverse da altri round, e sarà in Europa che avremo la prova dell'effetto delle nuove regole”, conclude Engish.