Il tre volte iridato della Kawasaki non si è lasciato sfuggire il podio in entrambi i round sul tracciato di casa, ottenendo un secondo e un terzo posto. Attualmente, Jonathan Rea si trova al comando della classifica generale del campionato con 245 punti e un vantaggio di 64 lunghezze dal secondo classificato Chaz Davies.

“È stata una gara difficile perché inizialmente tutti i piloti erano molto aggressivi, anche quelli che solitamente non si trovano nelle posizioni di testa”, ha detto Rea. “Dopo aver ottenuto una buona posizione avrei potuto continuare la gara con calma, ma sono stato passato da Michael Van der Mark che ha fatto un ottimo attacco ed è riuscito a crearsi un buon margine, e ho consumato un molto le gomme e anche l’energia cercando di recuperarlo”, ha commentato l’alfiere Kawasaki.

Verso la fine della gara mi si sono cominciati a indurire gli avambracci in frenata e non ho nemmeno pensato di attaccare Michael. Sono stato anche raggiunto da Toprak, che aveva un ritmo migliore del mio e non ho potuto impedirgli di passare”, ha spiegato. “Tuttavia, lo scopo del weekend di Donington era quello di chiudere con più di cinquanta punti di vantaggio e siamo anche oltre, quindi lo considero un weekend positivo”, ha concluso.

La Gara di sabato - In Gara1 Jonathan Rea è riuscito ad aggiudicarsi il secondo gradino del podio alle spalle della Yamaha di Michael Van der Mark, dopo un’avvincente battaglia con il compagno di squadra Tom Sykes a metà dei ventitré giri.

“Mi sentivo bene sulla moto, ma nel mezzo della gara il livello di grip è sceso e ho dovuto cercare di rimediare con la guida, soprattutto nel settore delle Craner Curves, dove stavo perdendo molti secondi su Michael”, ha commentato Jonathan Rea. “Nelle altre sezioni invece mi sentivo bene e sono riuscito a restare costante, ma Van der Mark aveva comunque un ritmo migliore, stava guidando bene e la sua moto era preparata in modo ottimale. In accelerazione mi sentivo abbastanza bene, ma quando ero molto in piega faticavo molto”, ha aggiunto. “Ho dato il meglio di me perché verso la fine della gara la moto richiedeva molto impegno fisico ho guidato in modo molto teso”, ha concluso il pilota Kawasaki.