Nel primo giorno test del mondiale Superbike a Jerez Chaz Davies ha portato la sua nuova Ducati Panigale V4R al terzo posto della graduatoria dei tempi. Ma a sorprendere è stata soprattutto la seconda posizione del suo nuovo compagno di squadra Alvaro Bautista, arrivato dalla MotoGP e al debutto assoluto sulla quadricilindrica derivata dalla serie.

“Se fosse stato qualche anno fa, l’adattamento sarebbe stato più lento. Ora le gomme aiutano molto ad avere fiducia, e inoltre penso che il V4 sia più vicino al motore della Ducati MotoGP di quanto non lo potesse essere il bicilindrico”, ha commentato Chaz Davies in un'intervista rilasciata al nostro inviato Fabrizio Porrozzi.

Camminare prima di correre - A proposito dello sviluppo della Panigale, il gallese ha spiegato che per il momento serve procedere con cautela.

“Sono soltanto i primi giorni e occorre fare attenzione a non prendere la direzione sbagliata perché ci sono un sacco di cose da imparare sulla nuova moto…  è decisamente un ottimo pacchetto ma abbiamo appena cominciato il lavoro di sviluppo. L'inizio è stato positivo e  sono molto fiducioso che possa consentirci di ottenere risultati ancora migliori.

"E’ importante avere pazienza e camminare prima di correre. Per questo motivo sono stato un po' cauto. Dobbiamo scoprire le sue peculiarità e le differenze rispetto alla bicilindrica, e mettere insieme tutti i dati”, aggiunge Davies.

Niente di scontato… - “Automaticamente si pensa che una nuova moto debba per forza andare bene, ma non è così automatico, perché qui il livello è altissimo e tutti stanno provando a fare meglio”, spiega Chaz Davies. Comunque sono molto fiducioso che abbiamo una moto migliore dello scorso anno ma non è immediato essere i più veloci. Ad Aragon non avevo ancora un’idea di dove intervenire, adesso comincia ad andare meglio…”

A chi gli chiede un paragone con la Ducati bicilindrica, Davies spiega: “il telaio è più corto, perché anche il motore è più corto, la frenata è migliore, così come l’uscita di curva… è una moto diversa, migliore in tutto rispetto alla precedente, che era una moto che correva da cinque anni. Ora posso usare l’anteriore come piace a me. Ma non è così importante fare un confronto. L’importante è che con questa nuova arma step by step dobbiamo puntare a fermare il predominio di Kawasaki”, conclude Davies, che anche oggi scende in pista con questo obiettivo.