Se Johnny Rea non la smette di essere così competitivo c'è il rischio che la Dorna gli proibisca di correre in Superbike. Naturalmente stiamo scherzando ma non vorremmo essere nei panni degli avversari del Cannibale della Kawasaki. Non c'è piccolo miglioramento di Yamaha e Ducati che il nordirlandese non demolisca a colpi di cronometro. La tattica è sfiancare psicologicamente da subito qualsiasi avversario.

STRATEGIA VERDE - Prendete i test di Portimao appena conclusi. Ducati è in fermento per il nuovo VR4, Yamaha riesce comunque a portare parecchie R1 nelle prime posizioni, ma lui che fa? Stacca tempi mostruosi dando quasi un secondo ad Alex Lowes, subito dopo di lui nella classifica di giornata. Non c'è pista, regolamento, gomma o tempo atmosferico che tenga. Il Cannibale ancora oggi è l'uomo da battere. Rea è stato il più veloce ad Aragon, a Jerez (per due volte) e a Portimao, il campionato dei test invernali è suo. E tra  meno di un mese arriva la prima gara ufficiale, a Phillip Island, pista dove, neanche a dirlo, ha vinto 5 delle ultime 8 gare (ma non le ultime due, una piccola speranza per gli altri). Da quest'anno c'è la novità della terza gara da 10 giri, ma Kawasaki e Rea hanno già studiato una configurazione per prendersi tutto. Il Cannibale vuole tenersi anche le briciole, riscrivere la storia di questo campionato.

COMMENTO - «A Jerez, nei giorni precedenti, non ci avevamo capito granchè perchè l’asfalto nuovo aveva un pò scombinato le carte dello sviluppo invernale. Ma a Portimao anche se faceva un pò freddo e la finestra di temperatura non è stata mai quella che avremmo voluto, abbiamo fatto un buon lavoro. Le novità di telaio vanno bene e anche sull’elettronica stiamo facendo passi avanti. Anche le nuove Pirelli hanno passato l’esame». Insomma, lui stesso, per adesso, non vede "margini di miglioramento". Non si è nemmeno cominciato, ed è già al top.