Feeling opposti nel box ufficiale Ducati del mondiale Superbike dopo i due giorni di test a Portimao, che hanno dato un’ulteriore opportunità alla squadra, agli ingegneri e ai piloti per raccogliere dati. Lo sviluppo della nuovissima Panigale V4 R è un progetto sul quale c’è molto da lavorare, per questo – spiegano in Ducati - i piloti non sono andati alla ricerca della prestazione pura, ma si sono concentrati sulla raccolta di informazioni con l’obiettivo di consentire agli ingegneri di analizzare i dati di tutto il lavoro fatto finora. A Portimão, lavorando in tutte le aree di ciclistica, elettronica e motore, la squadra ha concluso dunque questa fase importante della stagione, prima della partenza per i test ufficiali e la prima gara a Phillip Island tra due settimane.

PRESTAZIONE SORPRENDENTE - Sorprende la velocità con cui Bautista prosegue nel processo di familiarizzazione con la Superbike – non si deve dimenticare, infatti, che per lui è tutto nuovo: dalla moto alle gomme Pirelli, che sono ben diverse da quelle nei nove anni passati in MotoGP e che sono stata la prima difficoltà di adattamento alla nuova serie, come da lui stesso dichiarato dopo il primo test (leggi qui).
Nonostante questo, a Portimao Bautista ha relegato alle sue spalle praticamente tutti gli avversari, tranne due: il ‘marziano’ Jonathan Rea e l’ottimo Alex Lowes, che ha fatto un gran lavoro sulla Ducati ufficiale. E nei test di Jerez Bautista aveva stampato il quarto tempo. Maggiore sorpresa deriva dal fatto che Bautista non conosceva la pista di Portimao. Dunque un terzo tempo messo a segno in queste condizioni, e senza cercare la prestazione, vale tanto.

BAUTISTA FIDUCIOSO - “Portimão è un circuito molto difficile da imparare e pieno di saliscendi, quindi ho fatto un po' di fatica, ma oggi mi sentivo molto più a mio agio e sono riuscito a migliorare”, ha commentato Bautista. “E’ l’ultima volta che proviamo la V4 R prima di partire per l’Australia, quindi ho voluto girare il più possibile per conoscere al meglio la nuova moto. Siamo fiduciosi perché abbiamo trovato una buona base anche se sappiamo che c’è ancora parecchio lavoro da fare.”

DAVIES IN DIFFICOLTA’ - I test vengono vissuti diversamente dall’altra parte del box, perché Chaz Davies ha concluso la seconda giornata con l’undicesimo tempo.

“A livello fisico non sono ancora completamente guarito dalla contrattura muscolare che ho rimediato alla schiena nel test di Jerez, quindi non mi sentivo ancora a mio agio sulla moto”, ha spiegato Davies. “In ogni caso sono contento di aver concluso i test perché pensavo che non sarei stato in grado di girare, ma la fisioterapia fatta nei giorni scorso mi ha aiutato molto.

"Non siamo ancora dove vogliamo essere e continueremo a lavorare senza sosta, ma sono fiducioso e non vedo l’ora di andare a Phillip Island per la gara d’apertura”, ha concluso Davies.