E' raggiante, Alvaro Bautista. Sotto al podio di Phillip Island, al termine della sua terza vittoria su tre gara, esulta, bacia la sua Ducati V4, abbraccia uno ad uno tutti i tecnici che con il loro lavoro, gli hanno consentito di vivere un week-end bello oltre ogni immaginazione. 
Il pilota venuto dalla MotoGP, lo spagnolo al quale in nove anni di carriera nella classe regina dei prototipi non è mai stata concessa stabilmente la guida di una moto ufficiale, si sta prendendo la rivincita nelle derivate di serie. 
Sa di aver fatto un capolavoro e, soprattutto, di essere riuscito ad impensierire il "padrone" della Superbike, quel Jonathan Rea che negli ultimi anni ha faticato per trovare avversari alla sua altezza.

GRANDE VANTAGGIO SIN DALLE PRIME CURVE - "Per me questo week-end è incredibile - spiega Alvaro - sapevo di poter andare forte ma sinceramente non credevo di poter fare tutta questa differenza. Abbiamo lavorato bene, i ragazzi al box si sono impegnati a fondo e ci siamo presentati qui pronti per lottare. Nella Superpole Race ho battagliato con Rea e questo pomeriggio, prima del via, pensavo che lui sarebbe stato in grado di tenere la mia scia. E invece, spingendo sin dalle prime curve più forte anche rispetto a ieri, sono riuscito a prendere tanto vantaggio. Per fortuna, anche grazie alle condizioni della pista differenti, le gomme non sono calate poi così tanto e quindi non è stato difficile gestire la moto fino alla bandiera a scacchi".