La prima gara del Campionato Superbike è appena stata archiviata, e Phillip Island, o meglio l'arrivo scoppiettante di Alvaro Bautista, ha già dato uno scossone importante all'equilibrio che negli ultimi anni si era creato. Un Rea campione indiscusso che riusciva a vincere quasi sempre con poche eccezioni e che aveva reso il World Superbike anche un po' “noioso” per gli appassionati che davano il pilota della Kawasaki vincente al 100%.

E adesso? Che l'arrivo dalla MotoGP di Alvaro Bautista abbia portato una rivoluzione in un campionato che stava quasi “morendo”? La Superpole conquistata insieme a gara1 e gara2 di questo weekend potrebbero bastare ad affermare un sonoro “si”, ma aspettiamo a cantar vittoria, perchè quella australiana è stata solo la prima tappa di un campionato lungo, senza dimenticare che Bautista era reduce da una gara a Phillip Island dove lo scorso anno, in MotoGP con la Desmosedici, era arrivato quarto.

LA POLEMICA – Ma poco importa di tutto questo a Jonathan Rea se, a pestargli le scarpe e per ben tre volte nello stesso weekend con un gap di 27 secondi, è stato l'ultimo arrivato in Superbike e per giunta in sella ad una Ducati che fino allo scorso anno non gli aveva dato nessuna preoccupazione. Che sia quindi la nuova V4 il vero problema? Sembrerebbe proprio di si, da quanto dichiarato dallo stesso Rea a Speedweek.com. "è ovvio in quale area abbiamo degli svantaggi rispetto a Ducati, non possiamo compensare in nessun modo il gap realtivo al motore che ci manca. La mia partenza nella seconda gara è stata incredibilmente buona, ma Álvaro era a 30 metri davanti a me alla prima curva: tutti in TV potevano vedere cosa ci mancava.”

E' questo il commento del britannico dopo gara 2 che senza troppi giri di parole  lascia intendere che la Ducati ha un vantaggio troppo grande rispetto alla Kawasaki e non solo.

SUPERBIKE O MOTOGP? - A mettere il carico da 10 su un weekend già abbastanza impegnativo c'ha poi pensato il diretto interessato Alvaro Bautista dicendo che la sua Ducati V4 è come una MotoGP stradale. E se ancora c'è un margine di miglioramento, come sostiene ancora lo spagnolo, quanti secondi riuscirà a dare nel prossimo Gp ai suoi avversari? Staremo a vedere, tutto è rimandato a Buriram in Thailandia dove Rea ha già detto che che su un circuito del genere, dove c'è un rettilineo di 800 metri, il motore della V4 avrà un vantaggio ancora maggiore. Del resto Rea non ci dice niente di nuovo, anche in MotoGP è ormai risaputo da tempo che il motore Ducati in rettilineo ha una marcia in più e anche in Superbike, a quanto pare da quest'anno dovranno farsene una ragione.