Questo weekend al Chang International Circuit in Thailandia si disputa la seconda tappa del campionato del mondo Superbike. Il circuito ha richiesto un investimento di 54 milioni di euro, è stato inaugurato nell’ottobre 2014 e prende il nome da una marca di birra locale.? Nelle quattro stagioni in cui ha ospitato il mondiale SBK il circuito thailandese si è contraddistinto per temperature particolarmente elevate: dai 32 ai 36 gradi quella dell’aria, dai 41 ai 50 gradi l’asfalto.?

IL PIU’ IMPEGNATIVO –  I tecnici Brembo che lavorano a stretto contatto con quindici piloti del mondiale Superbike, hanno dichiarato che il Chang International Circuit è in assoluto il circuito più impegnativo per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 5, eguagliato solo dalle piste di Imola e Donington.?

Il Chang International Circuit è intervallato da 12 curve e da 7 punti di frenata, come il circuito di Phillip Island. Sia le curve che le frenate sono però quasi del tutto diverse da quelle della pista australiana perché la vicinanza dell’Oceano fa registrare temperature più miti.

La prima sezione della pista thailandese presenta lunghi rettilinei e frenate stop and go mentre nella parte centrale le curve sono più rotonde e ravvicinate. Il giro di 4.554 metri si conclude con un’altra staccata violenta.

Nel corso di un giro i piloti fanno ricorso ai freni per quasi 25 secondi, cioè 4 secondi in più di Phillip Island. Ciò nonostante in entrambi i casi la media sul giro è pressoché identica, sui 176 km/h. Nei 20 giri di gara i freni sono usati per quasi 8 minuti e un quarto il che, unito alle alte temperature ambientali, potrebbe tradursi in un innalzamento pericoloso delle temperature dei dischi in acciaio. ?

Gli 1,27 g di decelerazione media sul giro sono particolarmente alti per le moto: non a caso questo valore è superiore a quello fatto registrare su 18 piste del Mondiale dalle MotoGP. ?

Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore sfiora i 700 kg.?

LE FRENATE PIÙ IMPEGNATIVE - Delle 7 frenate del Chang International Circuit 6 sono considerate altamente impegnative per i freni mentre la restante è di modesta difficoltà.?

La più dura in assoluto è la terza curva perché le Superbike vi arrivano dopo un rettilineo lungo un chilometro: dai 305 km/h frenano per 5,4 secondi? per impostare il tornante a 70 km/h.

Durante la frenata la pressione dell’impianto frenante raggiunge i 10,8 bar.? ?Per essere completata la frenata richiede ben 236 metri.?

Alla curva 12 le moto arrivano ad una velocità d 253 km/h di velocità: i freni vengono usati per 4,7 secondi con un carico sulla leva di 5,3 kg.  In quest’arco di tempo le Superbike percorrono 192 metri per raggiungere i 70 km/h. 

Terza in ordine di importanza è la prima curva dopo la partenza: anche in questo caso il carico sulla leva è di 5,5 kg e la pressione dell’impianto di 11,8 bar ma la frenata è più corta, “solo” 3,4 secondi e 156 metri.

?Tutte le curve nella parte intermedia della pista invece richiedono spazi e tempi di frenata più ridotti, ma comunque non banali. Alla curva 5 la frenata dura 3,4 secondi ma la decelerazione è di 1,2 g. ?

PRESTAZIONI BREMBO - Nelle quattro edizioni disputate in Thailandia la Kawasaki dotata di freni Brembo si è imposta 7 volte: 6 vittorie per Jonathan Rea, 1 per Tom Sykes. In Gara2 l’anno scorso ha però vinto Chaz Davies con la Ducati. I freni Brembo hanno anche sfiorato l’en plein nei podi, piazzando nelle 8 gare disputate a Buriram 23 piloti nelle prime tre posizioni: 11 volte la Kawasaki, 6 la Ducati, 3 la Yamaha, 2 l’Aprilia e 1 la Suzuki.?