Nonostante la pioggia è stato un successo: la quinta tappa del mondiale Superbike che si è corsa a Imola rappresenta un appuntamento a cui gli appassionati sono molto legati. Sono stati ben 72.113 gli spettatori durante la tre giorni. Tre giorni sì, anche se la domenica Gara 2 è stata annullata a causa della pioggia.

PIOGGIA - Imola è considerata una delle piste più belle per il motorsport, ma non sono mancate le polemiche per la decisione della direzione gara. Il presidente del circuito Uberto Selvatico Estense ha commentato così: «La pista di Imola nonostante la querelle sulle condizioni di praticabilità o meno della pista in condizioni di bagnato e le più che normali scelte tecniche strategiche dei team rispetto alla classifica, si dimostra sempre una pista vera, dove si misurano i mezzi e gli uomini».

PILOTI - Ma è stata davvero una decisione corretta quella di non correre? Ne sono convinti alcuni piloti. Alvaro Bautista è stato categorico: «Per me questa pista non è sicura nemmeno sull’asciutto – ha detto lo spagnolo. Ma sul bagnato è improponibile ed è stato più che giusto cancellare la gara. Non tanto per la pioggia, perché ho corso anche in condizioni peggiori. Ma perché qui c’è tantissima acqua stagnante. [...] Non aveva senso prendere dei rischi. Io capisco che ci sia interesse a guadagnare dei punti, ma bisogna fare attenzione ed essere prudenti in queste condizioni. Perché i punti si possono perdere…e non solo quelli ». Dello stesso avviso il compagno di squadra Chaz Davies, che il tracciato lo conosce bene: «È un gran peccato, perché io sono il primo a voler correre ad Imola. Ma non è sicuro in condizioni di bagnato. Non per l’acqua, ma per le restrizioni che ha. Non è un circuito normale, siamo nel mezzo della città e quello che ha determinato la cancellazione della gara di oggi è stato il fatto che la pista sia così vicina ai muri».

CRITICITA' - Di parere opposto Rea, dominatore dominatore di Gara 1 e di quella Sprint che avrebbe preferito correre anche Gara 2 ma che alla fine si è adeguato alla maggioranza, rinfrancato da una prestazione finalmente all'altezza della sua fama di Cannibale. Deluso per lo stop anche Haslam che ama correre sul bagnato: «Sono rimasto deluso per la cancellazione, mi sentivo bene sulla pioggia». Melandri ha invece accolto con favore la decisione, sottolineando una criticità del circuito: «A Imola il problema non è la pioggia ma i muri. Sono anni che noi piloti ce lo diciamo, sotto l'acqua non si vede nulla. Ci sono alcune piste bellissime ma in queste condizioni diventa complicato».