Una buona notizia per Max Biaggi che arriva nei giorni di lutto per la scomparsa del papà Pietro. Il Tribunale di Roma ha assolto il campione romano dall'imputazione di frode fiscale perché il fatto non sussiste. Max era accusato di aver evaso 18 milioni di euro e per questo il pm aveva chiesto una condanna a un anno di reclusione. Richiesta che è stata respinta.

ACCUSA - I fatti risalgono nel periodo tra il 2007 e il 2012. All'epoca i diritti d'immagine del pilota erano gestito dalla Media & Sport Management con sede a Londra. Successivamente la gestione è passata prima alla Biaggi Racing e poi alla Vuzela International Slu. Secondo l'accusa in questa fase in cui si sarebbe consumata l'evasione fiscale e Biaggi per sottrarsi al pagamento delle imposte avrebbe trasferito in maniera fraudolenta la propria residenza nel Principato di Monaco. Impostazione che però non ha convinto i giudici. Così il pilota aveva testimoniato durante il dibattimento: «Sono almeno venti anni che vivo nel Principato di Monaco. La mia è stata una scelta di vita. Lì vivono i miei figli con la madre (la ex compagna Eleonora Pedron, ndr), lì ci sono le mie moto, lì ci sono i miei amici, il mio ristorante, la mia palestra. A Roma vado solo quando serve e quando è necessario ma nella capitale non ho alcuna proprietà, neppure un immobile».

DIFESA - In sua difesa era intervenuto anche Giancarlo Fisichella, testimone in aula: «Conosco Max da venti anni — aveva detto - Ci siamo frequentati a Montecarlo dove per un periodo ho abitato anche io e siamo diventati amici. Ci vedevamo per il calcetto, per la pizza o per guardare le partite di calcio. Mai visti a Roma». Il commento sulla sentenza: «Siamo soddisfatti. Si tratta di una sentenza giusta che rispecchia i fatti», ha detto Biaggi tramite il suo avvocato. Fra sessanta giorni si conosceranno le motivazioni.