Bautista l'aveva detto ieri, al termine di gara1: "Il campionato è lungo e bisogna fare i conti con gli errori". Oggi, lo spagnolo ha commesso un errore che potrebbe cambiare le sorti della stagione: andato in testa subito dopo il via di gara2, ha perso il posteriore alla staccata della Rio, dicendo addio ai sogni di vittoria. 

FALCO REA - Misano, così sorride in pieno alla Kawasaki e a Jonathan Rea. Dopo la vittoria di ieri, sotto la pioggia, che gli aveva permesso di recuperare 9 punti sul leader del campionato, oggi il nordirlandese ne ha recuperati altri. Perché Bautista, dopo la scivolata, è risalito in sella recuperando fino alla 14esima posizione finale. E perché il campione del mondo in carica non si è fatto scappare l'occasione: superato il compagno di squadra Haslam a metà gara, si è sbarazzato di un grande Razgatlioglu (suo possibile prossimo compagno di squadrA) nel finale, difendendosi dagli attacchi del turco nell'ultimo giro e portando a casa 25 punti preziosissimi per il campionato.

CI VOLEVA! - Adesso, lo svantaggio di Rea da Bautista è di soli 16 punti. Un campionato che al quinto round sembrava già finito adesso è riaperto ed è tutto da giocare. Per la gioia degli appassionati di un mondiale che, dopo le ultime stagioni dominate e monopolizzate dalla Kawasaki, aveva grande bisogno di sfide e di adrenalina. 

FURIA TURCA - Secondo ha chiuso Toprak Razgatlioglu: il pilota turco, in sella alla Kawasaki gestita dal team italiano di Manuel Puccetti, ha regalato una grande gioia al suo team manager. Per un attimo ha sognato anche la vittoria, ma la lunga impennata con cui ha passato il traguardo è stata la dimostrazione della sua grande soddisfazione. Anche per un importantissimo secondo posto. Che potrebbe aiutarlo a firmare il contratto da pilota ufficiale Kawasaki nel 2020, proprio come compagno di squadra di Rea.

RINALDI SEMPRE PIU' SU - Terzo, a completare la tripletta Kawasaki sul podio, si è piazzato Leon Haslam. Il britannico non è riuscito a tenere la scia dei due compagni di marca ma nel finale è stato bravo a sorpassare Alex Lowes su Yamaha e a garantirsi un posto tra i grandi. Splendido risultato da top five per Michael Ruben Rinaldi: sfortunato ieri sotto la pioggia, il romagnolo del team Barni ha portato la sua Ducati al quinto posto, a soli due secondi dal podio e dimostrando ancora una volta il grande feeling con la V4 R della squadra italiana e la sua costante crescita in una categoria in cui può diventare grande protagonista dei prossimi anni.

PIRRO E ZANETTI, WILD-CARD DA TOP TEN - Alle spalle di Rinaldi ha chiuso Sykes, che oggi non è riuscito ad essere competitivo come in gara1 sotto la pioggia. Il britannico della BMW ha chiuso sesto davanti a Davies e a due wild-card italiane in grado di correre al top sull'asciutto: stiamo parlando di Michele Pirro, ottavo con l'altra Panigale del Team Barni e Lorenzo Zanetti, nono con quella del Team Goeleven. Un'altra dimostrazione del fatto che, messi in condizione, i piloti azzurri possono correre da protagonisti anche in questo campionato per ora "povero" di italiani.

CORTESE E MELANDRI KO - A chiudere tra i primi 10 anche Jordi Torres mentre da segnalare i "punti mondiali" di Samuele Cavalieri, buon 13esimo al traguardo. Tra le cadute eccellenti, quelle di Sandro Cortese e di Marco Melandri: risaliti in sella, hanno chiuso rispettivamente 15esimo e 16esimo all'arrivo.