Marco Melandri è salito sul podio, in sella alla Yamaha GRT, nel round di Jerez, e ha affrontato la gara di Misano con la determinazione di ripetere quel risultato, ma le cose sono andate diversamente.  Il ravennate ha concluso sesto in gara1 dopo essere partito tredicesimo, nella Superpole Race è scattato dalla diciannovesima posizione per poi finire ancora sesto e in gara2 era in lotta per il podio prima di cadere alla curva otto.

MISANO POSITIVA - "E’ stato un buon fine settimana per me, anche se ho mancato il risultato in Gara 2. Secondo me, la moto era migliore nella gara sprint, sapevamo che sarebbe stato difficile finire tra i primi nove scattando diciannovesimo ma, alla fine, sono stato un po' fortunato e sono finito sesto", ha detto Melandri, che ha tratto vantaggio dalla caduta del suo compagno di squadra Sandro Cortese e del ritiro della BMW di Tom Sykes.

"Sono partito bene in Gara 2 ma non volevo finire quarto, quindi ho iniziato a spingere per superare Haslam ma non era facile. Sfortunatamente, ho fatto un errore e sono caduto. Però sono ancora più motivato in vista del round di Donington, dove sono sicuro che la Yamaha andrà bene".

Melandri ha ottenuto a Donington proprio la sua prima vittoria nel mondiale Superbike, nel 2011, in una gara emozionante che lo vide scattare dalla terza fila per poi andare al comando a due giri dalla fine.

“MI ARRABBIO MA NON MOLLO” - “C’è chi mi ha descritto come una persona con un carattere debole, ma in realtà sono uno che non smette mai di lottare. Non mi demoralizzo mai, semmai a volte mi arrabbio. Ma se vedo che le persone intorno a me s’impegnano e lavorano sodo, io non mollo mai e non mi abbatto mai in qualsiasi situazione”, ha dichiarato Melandri in un’intervista a WorldSBK.com.

“Sono grato per aver avuto dei momenti bellissimi nella mia carriera e penso che il momento migliore debba ancora arrivare. Vincere un’altra gara con Yamaha, ad esempio”, ha aggiunto il ravennate. “Non penso di poter vincere il mondiale quest’anno ma non mollo… Vediamo cosa succederà il prossimo anno. Penso che con un po’ di stabilità potrei avere delle possibilità. Non ho ancora molti anni a disposizione ma penso di potermi permettere ancora qualche anno”, dice Melandri, che ha 37 anni.

“QUEL QUALCOSA IN PIU’ DI MARQUEZ” – “Quando correvo in MotoGP avevo spesso la sensazione di essere nel posto giusto al momento sbagliato, e non sono mai riuscito a dimostrare il mio vero potenziale”, ha aggiunto Melandri.

“Nelle poche gare che feci nel 2015, quando vidi Marquez da dentro, mi resi conto che lui aveva qualcosa che nessun’altro aveva”, aggiunge Melandri. “Per diventare pilota servono tantissime cose. Il talento prima di tutto, ma poi servono la voglia di lavorare, di fare sacrifici, avere le persone giuste intorno, ma ci vuole anche la fortuna, perché quella serve sempre”.

RIPARTITI DA JEREZ“Penso che il nostro campionato sia iniziato davvero a Jerez. Adesso, dopo alcune gare e test, abbiamo iniziato a capire la moto e a migliorare. Il nostro obiettivo è quello di lottare per il podio ad ogni gara. Non voglio fissare obiettivi a lungo termine perché tutte le volte che li ho fatti sono stati puntualmente rovinati”, conclude Melandri.