Ve lo avevamo anticipato ieri, che Marco Melandri nella conferenza stampa di oggi avrebbe potuto annunciare il suo ritiro dalle corse (leggi qui), e così è stato. Pochi minuti fa il ravennate ha dichiarato che alla fine di questa stagione lascerà le corse.

"Ho fatto tante riflessioni in quest’ultimo periodo… Come in ogni favola c’è inizio e fine, non ho più l’energia e la grinta per ripartire e non apprezzo più quanto ho amato da bambino”, ha dichiarato Marco Melandri in una intervista raccolta dal nostro inviato Mirco Melloni. “In questo momento c’è un richiamo a cambiare vita".

La decisione arriva come un fulmine a ciel sereno, considerando che non molto tempo fa il ravennate aveva dichiarato che ‘il momento migliore della sua carriera doveva ancora arrivare’ (leggi qui).

LA DECISIONE - “Dalla Thailandia ho iniziato a riflettere”, spiega Melandri. “Mi sono ritrovato con lo stesso problema dell’anno prima con una moto diversa. Continuare sarebbe stato come ripartire da zero”, aggiunge.

La decisione è stata presa nel round di Imola, dichiara Melandri. “Ho iniziato a confidarmi con la mia famiglia e con Alberto Vergani (il suo team manager, ndr). Sabato a Misano ho toccato il fondo, sono andato male sul bagnato e non ho avuto una reazione”.

Melandri però non è rinunciatario quanto ai prossimi risultati. “Adesso senza pensieri finirò meglio la stagione. Voglio altri podi, non ho mai pensato di fermarmi ora”, aggiunge.

I MOMENTI BELLI E QUELLI BRUTTI - “Nella mia carriera ho vissuto tanti momenti belli a Suzuka nel 1998, il mio primo GP anni a 15 anni in mezzo a wild card giapponesi, poi il titolo in 250 nel 2002 in Australia, con una bella vittoria. E poi in Turchia la mia prima vittoria in MotoGP, e la vittoria con la derapata Australia...” dice Melandri, riferendosi al 2006, quando la sua derapata sul rettilineo fece il giro del mondo.

Alla domanda se abbia ricordi brutti, Melandri risponde: “No, ho sempre dato il massimo. All’inizio avrei dovuto fare più scelte con mia testa, ma non ero forte abbastanza di carattere. Mi pento solo della scorrettezza fatta ad Alzamora nel 1999… ma le difficoltà mi hanno portato a crescere”.

L’anno più duro?

“Il 2012, quando il mondiale era ormai vinto e sabato pomeriggio il presidente di BMW Moto ci disse che non avrebbero continuato… fu l’unica volta che accusai il colpo e andai in crisi”.

IL FUTURO, FORSE IN MOTOE - I progetti per il futuro sono comunque di restare nell’ambiente delle due ruote motorizzate.

Voglio restare fra le moto e far provare la gente in pista. Passerò del tempo con mia figlia. Ma non vorrei vivere per lavorare…”

Alla domanda se abbia pensato di cimentarsi nella MotoE Melandri ha risposto: “Magari… potrebbe essere carino. Potrei fare qualcosa che mi faccia divertire senza stress e senza allenamento e tabelle… La MotoE magari con poche gare la potrei vivere in modo più sereno..:” ha concluso Melandri.