Quarantanove. Sono i punti che, al termine di gara1 di Laguna Seca, dividono il capoclassifica Jonathan Rea dal suo più diretto inseguitore, Alvaro Bautista. Fino a tre round fa, se avessimo ipotizzato questa situazione in campionato qualcuno ci avrebbe dato dei matti. Lo spagnolo, infatti, dopo una prima parte di campionato da manuale, viaggiava indisturbato verso il titolo iridato.

LA LEGGE DEL CAMPIONE - Poi, quattro cadute di fila e un ruolino di marcia impressionante da parte del campione del mondo in carica hanno ribaltato completamente la situazione, mettendo Rea a recitare il ruolo del fuggitivo. Dopo gara1 degli USA, Johnny ha rafforzato sempre di più la sua leadership. Ha vinto comandando la gara dall'inizio alla fine, resistendo agli attacchi delle due Ducati e facendo capire ancora una volta a tutti che il padrone della Superbike è lui.

DUCATI, CHI SORRIDE E CHI NO - Alle sue spalle, con cinque secondi di gap, ha chiuso Chaz Davies: il britannico è tornato finalmente quello del 2018. A Laguna Seca ha "sentito" sua la Panigale V4 ed ha dato del filo da torcere a Rea nella fase iniziale, chiudendo con un ottimo secondo posto. Non si può dire lo stesso di Bautista. Partito bene, lo spagnolo ha superato al quinto giro il suo compagno di squadra per mettersi a caccia di Rea. Ma, in ingresso curva, è incappato nella quinta scivolata consecutiva: un errore di valutazione in frenata che, forse, gli fa dire definitivamente addio ai sogni di gloria.

SYKES ANCORA AL TOP - Al terzo posto, a 12 secondi dal vincitore, si è piazzato il turco Toprak Razgatlioglu: il pilota del team gestito da Manuel Puccetti si è rivelato ancora una volta concreto e pronto sempre di più per una Kawasaki ufficiale. Soprattutto considerando che l'attuale compagno di squadra di Rea, Haslam, non sta convincendo più di tanto: oggi è caduto mentre si trovava in lotta per la top five. Quarto ha chiuso Tom Sykes, sempre più a suo agio con la BMW ufficiale mentre alle sue spalle si è piazzato Alex Lowes in sella alla Yamaha, a 20 secondi dal vincitore. 

DUE AZZURRI NELLA TOP TEN - Bravo Jordi Torres, sesto (e a lungo in lotta per la top five) con la Kawasaki del Team Pedercini, davanti a Van der Mark, Baz e a due italiani: Melandri, partito dalle retrovie, è riuscito a risalire fino alla nona posizione davanti a Michael Ruben Rinaldi. In zona punti anche Alessandro Delbianco, 13esimo.