Un altro weeek end disastroso per Alvaro Bautista, il pilota che aveva cannibalizzato l'inizio della stagione strappando con forza lo scettro al Re della Superbike Rea, ha alzato bandiera bianca. Dopo l'intervento della direzione gara sui giri motore, il black out agonistico è coinciso anche con le difficoltà per un rinnovo che fino a qualche mese fa sembrava scontato in casa Ducati.

CRISI - In un mese Bautista ha perso 61 punti di vantaggio: «Mi sono dovuto fermare in gara 2 non tanto per il dolore, ma perchè non avevo forza nel braccio sinistro, non riuscivo a controllare la Ducati neanche in rettilineo. In Gara 1 ero tranquillo, non stavo tirando. L’unica caduta di quelle recenti di cui ho una spiegazione è quella di Donington (per via delle condizioni atmosferiche, ndr). Ma le altre proprio non me le spiego. Non è nemmeno il limite della moto, in prova tiro molto di più e non sono mai caduto. Comunque non è un problema di testa». Bautista, ora indietro di 81 punti in classifica rispetto a Rea, ha il morale sotto i tacchi: «La priorità ora è guarire, spegnere il cervello e quando sarà tempo pensare a come migliorare la moto. Posso ancora migliorarla, ma l’unica differenza è che prima vincevo e adesso cado. Il Mondiale non è più nelle nostre mani, posso solo pensare a vincere quante più gare possibili. Ma al titolo non penso più. Il contratto? Parlerò con il mio manager, ci sono alcuni aspetti da sistemare».

CONSOLAZIONE - Nel giorno in cui Bautista molla il titolo iridato, c'è una Ducati che sorride, è quella di Chaz Davies, di nuovo sul gradino più alto del podio in Gara2. Sedici mesi senza vincere per il gallese: «Mi è mancata tanto la vittoria, ma sono sempre rimasto concentrato perché prima o poi i risultati arrivano. Questa vittoria prima della pausa ci voleva, ora bisoga solo festeggiare». Bentornato Chaz.